4 nuovi ruoli per chi si occupa di Digital Marketing

L’avvento del Digital Marketing ha comportato l’introduzione di molte novità, a cui le organizzazioni si sono adattate modificando i propri processi; tuttavia, quello che si tende a fare, almeno all’inizio, è procedere con cautela – mantenendo le vecchie strategie e declinandole nel nuovo paradigma senza poter godere pienamente di parecchie inedite opportunità.

Quello che occorre, quindi, è anche un cambio di mentalità: la capacità di innovare la propria visione e non solo di fare “ciò che si è sempre fatto” con nuovi strumenti.

Chi da tempo lavora nel marketing (in particolare nel Digital Marketing, visto che non è esattamente qualcosa che ha fatto la sua comparsa di recente) ha imparato a “fare di tutto” e a “reinventarsi” più e più volte; tuttavia lo sforzo adattivo – pur impegnativo e lodevole – non sempre basta: bisogna anche imparare a pensare in modo diverso ed acquisire nuovi atteggiamenti ed abilità

In altri termini, i responsabili di marketing non solo devono assicurarsi di mettere a punto piani operativi che includano i nuovi canali e le nuove modalità di comunicazione, ma devono anche fare in modo che il loro team sia preparato – attraverso una formazione adeguata dei collaboratori o l’acquisizione di nuove professionalità. Vediamo quali nuovi ruoli occorrono per implementare campagne di Digital Marketing di successo.

1 – Uno scrittore “professionista”

Nel Digital Marketing i contenuti svolgono un ruolo fondamentale, dato che rappresentano la “sostanza” della comunicazione; in altri termini gli slogan non bastano più: occorrono approfondimenti nell’ambito delle tematiche più varie e contemporaneamente un tipo di testi che sappiano anche sintetizzare in modo efficace i tratti salienti di ciascun argomento.

Insomma: per realizzare documenti scritti di qualità non ci si può affidare ai colleghi di altri settori dell’azienda affinché preparino del materiale di marketing e – nel caso delle agenzie di Digital Marketing – non ci si può aspettare che i clienti forniscano anche contenuti utilizzabili direttamente.

A volte, infatti, chi scrive deve prima capire, documentarsi, “intervistare” gli esperti e poi fare un grosso lavoro di analisi per concentrare in (relativamente) poco spazio, tutto ciò che può aiutare il lettore a farsi rapidamente un’idea completa (ed esatta) della situazione e della contestuale proposta.

Inoltre c’è da scrivere per il blog aziendale, cosa che rappresenta per circa la metà dei marketer la priorità numero uno per quanto riguarda le tattiche di inbound marketing – ovvero la capacità di attirare (e quindi interessare) i visitatori affinché, lasciando i loro dati di contatto, diventino lead utilizzabili.

Un suggerimento: la figura ideale è uno scrittore “eclettico”, che abbia già esperienza magari nel “ghostwriting” (la scrittura di interventi effettuati da esponenti aziendali che non hanno il tempo, o il “talento”, per scriversi da soli i discorsi o le presentazioni da tenere in occasione di eventi); anche chi ha lavorato alle traduzioni nell’ambito della creazione di siti web o di materiale di marketing è un buon candidato: il fatto di aver preso in esame molti testi che riguardano una determinata problematica permette loro di avere un’idea d’insieme coerente e ben strutturata. Se non si riesce ad individuare questa figura all’interno della propria organizzazione la si può reperire all’esterno, magari occasionalmente; inoltre chi scrive può farlo anche da casa sua ed utilizzare i mezzi di comunicazione digitali per reperire tutte le informazioni che gli occorrono.

2 – Specialisti di Social Media

“Forse non tutti sanno che” circa il 70% di chi vive negli Stati Uniti utilizza abitualmente i Social Media; si tratta di un numero enorme di persone, che non può che aumentare negli anni a venire. Se un’azienda non riesce a presidiare adeguatamente piattaforme come Twitter, LinkedIn, Facebook ed Instagram e coglierne le opportunità, si lascia sfuggire un grosso potenziale.

Tuttavia la presenza aziendale a livello dei Social Media non è qualcosa che si possa improvvisare o semplicemente automatizzare: occorre infatti una certa sensibilità rispetto al contesto ed una buona conoscenza dello stile che caratterizza questo tipo di canali.

Un suggerimento: l’ideale è individuare questo ruolo tra i giovani, che letteralmente “vivono” la loro dimensione sociale sulle piattaforme elettroniche (fino al punto di non poterne fare a meno). Se si riesce a coinvolgere gli utenti dei Social Media, l’efficienza delle attività di marketing può godere di un effetto moltiplicatore e supportare efficacemente il brand, diffonderne i valori, generare nuovi lead ed ampliare di molto l’audience.

3 – Digital Marketing Assistant

Uno degli ostacoli che impediscono alle attività di Digital Marketing di ottenere il successo desiderato è spesso la semplice mancanza di tempo: sappiamo infatti ciò che dobbiamo fare, ma siamo continuamente interrotti da telefonate, email, riunioni, eccetera.
È per questo che c’è bisogno di un assistente che si occupi per noi di una parte delle interazioni che quotidianamente ci mettono in comunicazione con un’infinità di persone (per motivi più che ragionevoli, ovviamente) ma che finiscono per portare a zero la produttività – cosa che spesso ci costringe a lavorare da casa, magari la sera o nel weekend.

Un Digital Marketing Assistant può fare da “interfaccia” o da “filtro” a seconda delle circostanze, inoltre (quando non è occupato a comunicare al nostro posto) può prendere in carico attività magari non strategiche ma comunque necessarie, come la schedulazione di post o la definizione di calendari di attività.
Una volta che ci si abitua ad avere un assistente non se ne può più fare a meno: non si riesce infatti nemmeno ad immaginare la quantità di perdite di tempo e di seccature che riesce ad evitarci.

Un suggerimento: un buon assistente non è un mero esecutore ma una persona capace di muoversi in autonomia (non avrebbe senso il fatto che, per gestire le comunicazioni al nostro posto, dovesse continuamente interpellarci per sapere come comportarsi); inoltre in questo ruolo sono indispensabili precisione, attenzione, pazienza e buona educazione.

4 – Esperti della produzione di documenti multimediali

Il 93% dei marketer ha incluso i documenti multimediali fra i contenuti da proporre online nell’ambito delle proprie strategie di comunicazione; l’unico problema è che, sebbene tutti realizziamo dei video amatoriali con lo smartphone, non siamo in grado di produrre del materiale audiovisivo che si possa definire “di qualità”.

È dunque il caso di rivolgersi a professionisti del settore video, che dispongano di tutte le necessarie (e costose) attrezzature per la ripresa e la post-produzione, come uno studio, le luci, le telecamere, sistemi dedicati di video editing e, naturalmente, tutte le conoscenze tecniche (ed “artistiche”) del caso. Questo non solo ci consentirà di non doverci preoccupare di una quantità di cose, ma ci permetterà di concentrarci sul risultato che desideriamo ottenere; ciò che dovremo fare sarà soltanto spiegare le nostre idee agli esperti (ed ascoltare i loro consigli).

Un suggerimento: escludete assolutamente l’idea del “fai da te”: la differenza tra dilettanti e professionisti, nel campo della produzione multimediale (così come nella grafica), è abissale – e si vede!

Volete saperne di più? Contattateci.