eCommerce: cosa potrebbe cambiare nei prossimi 5 anni?

L’eCommerce, dopo alcune iniziali apparizioni, ha iniziato ad affermarsi sull’onda del successo di Amazon e, da lì in poi, è diventato un fenomeno inarrestabile.

eCommerce: cosa potrebbe cambiare nei prossimi 5 anni?

photo credit: Nestlé the robot ‘Pepper’ via photopin (license)

Grazie alla creazione ed all’utilizzo di nuove e più flessibili modalità di pagamento ed alla crescita di una capillare rete logistica, l’acquisto online è diventato pratico, conveniente e sempre più comune sia tra i giovani che tra i meno giovani.

Oggi ogni cosa cambia rapidamente, incluso il modo di effettuare acquisti sia online che offline – anche perché i due canali si stanno integrando e fondendo progressivamente; è lecito quindi domandarsi che cosa ci porterà il futuro prossimo dell’eCommerce

L’avvento dei dispositivi mobili ha ulteriormente dato impulso all’eCommerce, dando vita a nuove abitudini di acquisto – come le esperienze ibride online-offline che molti consumatori effettuano navigando sul web in cerca di informazioni mentre visitano un punto vendita tradizionale.

L’eCommerce cresce dunque in modo esponenziale, matura e conquista nuovi territori, impattando anche sul modo in cui il commercio tradizionale, a sua volta, si evolve. Comodità, semplicità, ampiezza della scelta e risparmio sono le sue armi vincenti, ma cosa ci aspetta nei prossimi anni? Vediamo insieme alcuni interessanti trend.

1. Droidi, non droni. Come velocizzare le consegne a domicilio?

Oggi si parla un po’ meno dei droni come possibili vettori volanti dei pacchetti da recapitare a domicilio, tuttavia sono ancora parecchie le aziende di eCommerce che guardano a questo metodo come ad una soluzione efficiente per una consegna rapida. Google, da parte sua, sta testando le automobili a guida autonoma e potrebbe trovare in questo strumento una risposta valida, certo non nell’immediato; Amazon, infine, sta valutando l’approccio “sociale” tramite una rete di persone che possano prestarsi a fare da corrieri in modo estemporaneo utilizzando un’app (un po’ come nel caso di Uber per il trasporto delle persone) e cercando in tal modo di creare (o rafforzare) un canale distributivo proprio che si affianchi a quelli commerciali come UPS o FedEx. Amazon ha anche riscoperto le vecchie caselle postali, posizionando punti di ritiro automatizzati in aree pubbliche come i parcheggi dei supermercati.

Ma c’è anche chi ha avuto un’idea totalmente nuova, come Starship Technologies, che ha pensato di utilizzare dei robot su ruote. Questi droidi sono leggeri e ben realizzati, così da potersi muovere agevolmente tra le persone senza il rischio che qualcuno possa farsi del male; al contrario dei droni, infatti, non hanno eliche (che in qualche caso hanno dimostrato di costituire un pericolo).
Per farsi un’idea, i veicoli automatizzati di Starship Technologies assomigliano ad un incrocio tra un grosso aspirapolvere e “Numero 5” del film “Corto circuito” (quello in cui un simpatico robottino diventa autocosciente dopo essere stato colpito da un fulmine e quindi fa amicizia con alcuni esseri umani); se l’iniziativa avrà successo (anche perché i droidi costano meno dei droni), sicuramente questa nuova trovata rivoluzionerà (almeno in parte) l’eCommerce.

2. Definizione dinamica dei prezzi

Gli eStore utilizzano montagne di dati per adattare la loro offerta ad esigenze, interessi ed abitudini di chi visita i loro siti e spesso provano anche a personalizzare i prezzi; ad esempio:

  • se qualcuno passa accanto ad un punto vendita della stessa catena, gli viene inviata una notifica push sullo smartphone per ricordargli che lì può ricevere uno sconto su un articolo che ha preso in esame navigando online
  • quando un cliente abbandona il carrello della spesa virtuale, spesso gli viene inviata un’email in cui gli si offre un coupon o comunque un incentivo ad effettuare l’acquisto interrotto
  • il giorno del compleanno di un utente, gli si fanno gli auguri accompagnati da un piccolo dono sotto forma di un’offerta speciale valida per qualche prodotto al quale è interessato

In sintesi, il prezzo è sempre più collegato in modo flessibile ai dati ed al contesto più che ad una strategia di marketing sistematica che preveda campagne o incentivi – e questa tendenza è sicuramente in aumento nell’ambito dell’eCommerce.

Inoltre, grazie ad un approccio come il Customer Value Marketing, in cui si quantifica il potenziale economico di ciascun cliente nell’ambito del suo intero “ciclo di vita” e ad informazioni sui costi legati all’acquisizione di un nuovo lead, alla produzione ed alla distribuzione dei beni ed alle tendenze del mercato, è possibile definire il prezzo in modo dinamico. Ha senso, infatti, fare uno sconto ad un cliente affezionato che utilizza la nostra app (e quindi ci offre molti dati interessanti), apre i messaggi email che gli inviamo ed è attivo sui canali social: questa persona non solo ci aiuta a generare profitto, ma rappresenta spesso anche una referenza ed una fonte di preziose conoscenze.

3. Il ruolo dei social media

Opinioni, recensioni e raccomandazioni giocano un ruolo vitale nei processi di acquisto, mentre i social media stanno gradualmente sostituendo i browser (e, per certi versi anche i motori di ricerca) nel ruolo di assistenti e “consiglieri” quando vogliamo valutare un prodotto.

L’Huffington Post, in particolare, ha messo in evidenza il fatto che Facebook punti ad introdurre direttamente l’eCommerce nei social media, complementando così l’offerta di servizi pubblicitari – e ciò potrebbe costituire una grossa opportunità per chi si occupa di marketing.

4. eCommerce mobile

Le percentuali di conversione, ovvero il numero di persone che scelgono un prodotto, lo aggiungono al carrello e lo acquistano rispetto a tutti quelli che visitano un sito di eCommerce utilizzando uno smartphone, sono ancora relativamente basse (1,53%) se raffrontate al 4,43% fatto registrare dalle vendite effettuate tramite desktop o al 3,75% per quelle via tablet – almeno stando ai dati forniti da Smart Insights.

Tuttavia, il tempo speso dagli utenti sui dispositivi mobili supera quello fatto registrare dagli altri strumenti di navigazione in rete; allora, cosa significa questo per il marketing?

  1. Che i tablet sono perfetti per lo shopping
  2. Che il divario tra l’utilizzo dei telefoni mobili ed il loro impiego come strumenti per gli acquisti va colmato offrendo nuove metodologie di pagamento, ideate in modo specifico per questo tipo di utenza – in pratica occorre che lo smartphone diventi sempre più una specie di carta di credito sia per i negozi offline che per quelli online (e che le procedure di acquisto siano ottimizzate per questa nuova modalità)

5. Percorsi d’acquisto non lineari

I percorsi verso l’acquisto (buyer’s journey) iniziano col primo incontro tra il potenziale cliente ed il brand e si concludono (sperabilmente) con la sua fidelizzazione, ma si sviluppano nel tempo attraverso molteplici canali e punti di contatto. Alcune volte questo viaggio è breve, altre è più lungo e complicato; può capitare che si approcci inutilmente il lead attraverso un canale e poi se ne utilizzi un altro con maggior fortuna, o che qualcuno compri immediatamente a seguito di una ricerca su Google e non vada quindi “educato” per acquisire una maggiore consapevolezza delle sue necessità ed essere orientato verso una specifica soluzione.

In ogni caso, i marketer devono essere più agili e flessibili – e comunque preparati per affrontare i possibili, differenti scenari.

6. Il divario tra mondo online ed offline

L’eCommerce rischia di mandare in pensione i negozi tradizionali? No, ma i punti vendita devono modificare il proprio ruolo in modo da rispondere meglio alle esigenze degli utenti connessi; in pratica i consumatori passano frequentemente da un canale all’altro spostandosi tra la modalità di acquisto online a quella offline (e viceversa).

Questa doppia tendenza si chiama in un caso effetto ROPO, nell’altro “showrooming”. Nel primo (l’acronimo sta per research online, purchase offline) gli utenti, prima di passare in negozio, si informano sul web; nel secondo avviene il contrario: prima si passa in negozio per valutare un prodotto o provarlo, quindi lo si compra online cercando un prezzo migliore o condizioni più vantaggiose.

Per colmare questo divario occorre che le due esperienze non siano separate ma integrate. Come? Utilizzando negli empori commerciali degli strumenti come i beacon (dispositivi capaci di connettersi con gli smartphone che si trovano all’interno o in prossimità di un negozio). Lo scopo di questa metodologia è quello di tracciare le abitudini di acquisto offline, potendo anche interagire con le app installate sui dispositivi mobili delle persone. In altre parole, occorre sia raccogliere più informazioni che poterle utilizzare in tempo reale per comunicare con i potenziali clienti in modo contestuale, puntuale e personalizzato attraverso la rete anche quando si trovano in un punto vendita del mondo reale.

Il futuro dell’eCommerce è… l’eCommerce del futuro

Non vi è dubbio che l’eCommerce crescerà e si focalizzerà sempre più sull’utilizzo dei dati relativi agli utenti – ottenuti in vari modi e da differenti fonti. Inoltre, i processi di acquisto potranno avvenire in ogni luogo sia reale che virtuale: da Facebook agli eShop, nei supermercati o nelle fiere, con la moneta elettronica o attraverso un’app; l’importante è essere preparati – anche mediante l’implementazione di piattaforme di Marketing Automation e di Mobile Marketing Automation.

Infine va ricordata e sottolineata un’ultima cosa: le app sono di importanza vitale, dato che ad esse viene dedicato il 90% del tempo da parte degli utenti mobili, i quali stanno progressivamente abbandonando i browser come mezzi di interazione con la rete.

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