Le 10 ragioni per cui vengono ignorate le Push Notification

Le Push Notification, brevi messaggi che è possibile inviare agli utenti di dispositivi mobili che abbiano installato le nostre app, sono uno strumento molto utile per coinvolgere i consumatori, offrire loro suggerimenti e riallacciare un dialogo che, magari, ha perso slancio.

Inoltre, questo canale mobile, associato ai motori di raccomandazione, rappresenta il veicolo primario per implementare la logica push, ovvero la (relativamente) nuova tendenza delle aziende a riprendere l’iniziativa nel rapporto con l’audience – dopo che da tempo si è contato molto sia sull’Inbound Marketing che sulla crescita organica (spontanea) dei contatti utili.

Le Push Notification dovrebbero costituire “l’aggancio primario” tra brand e consumatori, nell’ottica di prevenire le loro esigenze e suggerirgli soluzioni valide; tuttavia, alcuni errori rischiano di vanificare l’efficacia di questo importante canale di comunicazione

Se non si presta attenzione ad alcuni importanti dettagli (di cui la personalizzazione, che è il principale, in fondo è solo uno), le notifiche push rischiano infatti di rivelarsi un flop; se facciamo le cose bene gli utenti ci premieranno con il loro coinvolgimento ma, se finiamo per irritarli, allora tutto il potenziale di questo strumento va sprecato. Vediamo dunque come evitare di sbagliare analizzando 10 casi in cui gli utenti hanno preferito ignorare la Push Notification anziché leggerla.

1 – Era esteticamente poco gradevole

Prendiamo il telefono, lo sblocchiamo e vediamo un notifica che non solo attira la nostra attenzione ma… ci infastidisce: è piena di elementi colorati, opzioni multiple ed emoji (l’evoluzione delle emoticon: le “faccine” utilizzate nell’odierna comunicazione digitale). Si tratta di una specie di rutilante carnevalata in cui gli stimoli visivi eccessivi oscurano motivo, significato ed utilità del messaggio; manca solo che si metta a lampeggiare… La sua destinazione? Il cestino!

2 – Era inutile

Abbiamo ricevuto un Push Notification con informazioni assolutamente non necessarie; abbiamo perso del tempo o, peggio, siamo stati interrotti mentre eravamo concentrati su qualcosa di più importante – il che è ancora più che irritante. Il minimo che possiamo fare è ignorare questo messaggio (ed anche un bel po’ di quelli successivi…).

3 – Non era personalizzata

Mi fa piacere essere invitato a provare un’auto sportiva a Vallelunga, dalle parti di Roma. Ci sono solo un paio di problemi: vivo a Milano e… non ho la patente.
E’ chiaro che questa notifica è stata inviata a tutti indistintamente, senza nemmeno tentare di segmentare l’audience ed escludere le persone che, per motivi più o meno ovvi, l’avrebbero ritenuta del tutto non pertinente.

4 – Era troppo personalizzata

C’è chi, correttamente, utilizza le piattaforme di Mobile Marketing Automation per inviare Push Notification che corrispondano ai comportamenti che gli utenti manifestano nell’utilizzare le app. Tuttavia non bisogna essere troppo”invadenti”: qualcuno potrebbe dire: “sì, avete speso molto per questa tecnologia, ma il fatto che vi consenta di sapere dove mi trovo (e magari con chi), quando e in che albergo vado a dormire, dove faccio colazione o mi reco per il pranzo è un po’ inquietante…”. La personalizzazione eccessiva (e un po’ ossessiva), dunque, potrebbe farci sentire “spiati”; per questo motivo è bene utilizzare buon senso ed equilibrio – specie nell’utilizzo di tecnologie capaci di inserirsi in modo pervasivo nella vita delle persone.

5 – Era seccante

A tutti piace la musica, ma proporla come motivo sonoro di una notifica forse è un po’ eccessivo. Inoltre bisogna conoscere bene i gusti dei vari destinatari: ciò che per qualcuno è gradevole, per altri potrebbe essere fastidioso.
Dunque, anche la capacità di associare suoni alle Push Notification va usata con giudizio – perché rischia di diventare un’arma a doppio taglio.

6 – Era troppo lunga

Se dobbiamo dire qualcosa a qualcuno (e magari si tratta di cose importanti) ma non riusciamo a comprimere il tutto entro 140 caratteri, allora le Push Notification non sono il metodo giusto per comunicare; al massimo possiamo dire che è in arrivo un’email che va letta assolutamente (spiegando succintamente il perché).
Oggi abbiamo tutti fretta ed abbiamo troppe cose da leggere e da fare… La sintesi e la chiarezza (nella brevità) sono qualità sempre più preziose.

7 – E’ arrivata nel corso di una riunione di lavoro

Se si utilizzano strumenti per la gestione dei profili degli utenti, è importante farlo in modo completo: se si deve inviare una notifica a qualcuno, è opportuno sfruttare i momenti in cui sta utilizzando l’app – non mentre fa qualcos’altro, come partecipare ad un meeting o guidare l’auto.

8 – E’ arrivata nel cuore della notte

Se non si ha la possibilità di adattare in modo preciso la schedulazione degli invii di notifiche in funzione delle attività ed abitudini degli utenti, almeno occorre evitare gli orari assurdi (tenendo conto anche dell’ora locale): perché svegliarmi solo per chiedermi se mi è piaciuto l’ultimo aggiornamento dell’app?

9 – Era la decima di questo tipo ricevuta oggi

Bisogna utilizzare gli strumenti push con raziocinio; perché tempestare le persone con continui messaggi? Se si viene etichettati come scocciatori o spammer, poi è difficile far cambiare idea agli utenti. Insistere troppo è controproducente: si rischia infatti di perdere ogni ulteriore opportunità per stabilire e gestire una relazione con la propria audience.

10 – Era banale e noiosa

Altra cosa da evitare è scrivere i testi delle Push Notification senza metterci né attenzione né un minimo di impegno. Non occorre che i messaggi siano capolavori di letteratura, ma anche lo stile conta – così come la rilevanza di quello che diciamo. Rileggiamo le notifiche e mettiamoci nei panni di chi le riceverà: evitiamo ovvietà o giri di parole inutili e cerchiamo di sfruttare bene l’opportunità che ci è offerta, altrimenti verremo ignorati (come i nostri messaggi).

In sintesi

Comunicare è un’arte: bisogna stimolare la curiosità, esprimersi in modo tale da non provocare fraintendimenti o non urtare la suscettibilità degli interlocutori; occorre anche non dare per scontate le cose, ma non per questo bisogna spiegare sempre tutto nei minimi dettagli.
Una buona comunicazione si basa su brevità, chiarezza, comprensibilità, esaustività e linearità: il flusso logico del discorso deve scorrere agevolmente ed essere completo, altrimenti rischiamo di chiedere uno sforzo di concentrazione che non tutti i lettori o gli ascoltatori sono disposti a fare per seguire il nostro ragionamento.

Con le Push Notification, questa forma d’arte deve anche diventare estremamente sintetica (ma senza sfiorare l’ermetismo). Inoltre anche l’occhio vuole la sua parte: equilibrio ed armonia predispongono favorevolmente le persone.

Infine bisogna tenere presente che gli utenti ci concedono la loro attenzione; occorre averne rispetto ed essere discreti (senza diventare invisibili o trasparenti).

Insomma, ancora una volta tutto si gioca sull’equilibrio e la razionalità: gli strumenti tecnologici non servono a molto se non vengono utilizzati bene.

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