5 domande importanti sul “Mobile First”

Mobile First (prima di tutto la mobilità) è un concetto utilizzato dagli sviluppatori web e riguarda la necessità di fare in modo che risulti possibile riconoscere le dimensioni dello schermo utilizzato dagli utenti per navigare. Secondo questa teoria, quindi, nello sviluppo di un nuovo sito sarebbe indispensabile assegnare la massima priorità alle esigenze degli utenti mobili.

Mobile First

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L’esplosione del Mobile First è iniziata nel 2009, quando Luke Wroblewski (creatore dell’idea stessa di Mobile First) pubblicò un articolo su questo tema indicando tre motivi per cui i web designer dovrebbero riconsiderare le loro valutazioni sulla potenziale audience.

Indubbiamente dovremmo porci alcune domande sull’idea di Mobile First. Le risposte che otterremo dovranno orientarci correttamente verso la modernizzazione delle nostre strategie e la loro implementazione ottimale

La prima ragione riguarda l’enorme diffusione del cosiddetto fenomeno della mobilità e, come, spiegazione, Luke Wroblewski cita una serie di statistiche riguardanti l’incremento dei dispositivi mobili utilizzati per la navigazione in Internet; quindi prende in esame le analisi di mercato che prevedono una forte crescita sia degli utenti di questi dispositivi, sia del traffico che produrranno in rete.

La seconda ragione attiene alla capacità, nel senso della mobilità, di focalizzarsi sulle sue specifiche esigenze: un design ottimizzato per i dispositivi mobili deve essere essenziale, offrire un’interfaccia fruibile in modo facile e diretto, essere priva di inutili fronzoli e migliorare in modo significativo l’esperienza di navigazione.

La terza ragione è relativa agli specifici benefici che ne derivano: la mobilità permette di amplificare la portata delle attività di marketing; ad esempio, utilizzando la geolocalizzazione o analizzando le modalità con cui l’utente agisce sul touch screen, è possibile ricavare informazioni utili a rendere la comunicazione più personalizzata e rilevante.

L’idea stessa di Mobile First si è evoluta insieme con le tecniche di marketing fin dal 2009; questo concetto, infatti, è uno dei paradigmi preferiti del Digital Marketing. Tuttavia le cose stanno iniziando ad andare oltre l’ambito descritto inizialmente da Wroblewski; inoltre esistono sia organizzazioni che hanno già investito molto in questa direzione, sia realtà che stanno ancora ragionando sull’opportunità di valutare questa opzione – probabilmente per motivi legati al loro tipo di business.

Prima domanda: cosa significa per me l’idea di Mobile First?

Come abbiamo già visto, il concetto di Mobile First riguarda l’importanza di realizzare siti ottimizzati per i dispositivi mobili prima di metterli a punto per la fruizione da desktop. Nel momento in cui questa tattica fu concepita, risultò subito rivoluzionaria; tuttavia, da allora è passato molto tempo: il marketing è cambiato, insieme con le abitudini (e gli strumenti) degli utenti mobili. Recentemente il centro di gravità della mobilità è passato dalla navigazione web all’utilizzo di app, inoltre hanno fatto la loro comparsa nuovi strumenti, come le Smart TV; in pratica il punto focale non riguarda più tanto il tipo di dispositivo o il suo sistema operativo, quanto il tipo di schermo. In altre parole dovremmo modificare il paradigma in “Screen First“, tenendo conto che le modalità di sviluppo delle pagine web non rappresentano più l’unico modello di riferimento.

Seconda domanda: esiste qualcosa che vada oltre il RWD?

Il RWD (Responsive Web Design) è un termine che identifica la possibilità di creare siti web capaci di adattare la loro struttura (dimensione dello schermo, funzionalità, ecc.) in base al tipo di dispositivo con cui sono collegati; tuttavia “responsivo” non significa necessariamente “ottimizzato per i dispositivi mobili”.

Sappiamo bene che, opportunamente predisposti, i banner pubblicitari aiutano a generare nuovi contatti – l’importante è posizionarli in modo che non coprano i contenuti; ovviamente per i pop up valgono regole diverse, comunque è essenziale mantenere pulito il layout della pagina: il suo aspetto deve essere gradevole da vedere e consentire una fruizione intuitiva e agevole, inoltre ricordiamoci che gli utenti possono navigare attraverso dispositivi multipli (multiscreen).
In ogni caso il caricamento dei siti deve essere rapido e non impattare pesantemente sull’utilizzo delle batterie – in particolare per quanto riguarda grafica e audiovisivi.
Infine vanno tenuti presente anche altri modi per supportare adeguatamente la mobilità nell’ambito delle campagne di marketing – ad esempio le app, gli speciali codici QR, le notifiche e la potenziale presenza di beacon.

Terza domanda: conosco davvero il mio target?

Per preparare campagne efficaci, implementare al meglio nuove iniziative e pianificare correttamente la comunicazione di marketing, la prima cosa da fare è conoscere la propria audience; esistono infatti decine di variabili quando si prendono in considerazione i dispositivi mobili: prime fra tutte il sistema operativo e le dimensioni dello schermo. La soluzione ideale è rappresentata dalla profilazione, che può essere effettuata in modo conveniente da sistemi dedicati (porre domande direttamente agli utenti, infatti, è poco pratico). Le piattaforme di Mobile Marketing Automation sono in grado di raccogliere le informazioni alla sorgente in tempo reale, offrendo una visione chiara e costantemente aggiornata delle caratteristiche specifiche di ciascun utente.

Inoltre, se si dispone già di un sito web e si sta valutando la possibilità di includere gli utenti mobili in un gruppo separato, può essere utile lavorare sul CRM e sulla sua integrazione con le piattaforme di automazione studiate per gestire la mobilità: personalizzazione della comunicazione e analisi dei risultati verranno molto semplificate.

Quarta domanda: sono pronto per confrontarmi con gli utenti mobili?

Potrebbe sembrare una considerazione sciocca ma, prima di saltare direttamente alla quinta domanda, immaginate di essere un organizzatore di eventi sportivi e chiedetevi se disponete delle necessarie strutture per accogliere e prendervi cura di tutti gli ospiti che volete invitare. In altri termini: avete in mente delle idee precise su come gestire e intrattenere i nuovi potenziali contatti? La mobilità ha le sue regole ed il suo stile comunicativo; non solo: le modalità proprie di interazione sono specifiche e legate al contesto generale – pensiamo ai cosiddetti “micro-momenti”, alla brevità ed incisività dei testi, alla possibile “viralità” di determinati stimoli o al momento e al luogo in cui si fruisce dei contenuti. Se ci limitassimo solamente a ridisegnare la nostra vetrina virtuale aperta sul mondo di Internet, probabilmente i nostri sforzi sarebbero vani: non è difficile acquisire nuovi contatti, ma coinvolgerli e fidelizzarli è un’arte.

Quinta domanda: perché dovrei implementare un strategia di Mobile First?

Qual è la nostra maggiore priorità? Cosa desideriamo ottenere includendo questo particolare gruppo di utenti nelle strategie aziendali? Il nostro obiettivo è solo quello di ampliare il database oppure vogliamo far evolvere l’immagine del brand per inserirlo in un nuovo contesto?
Conoscere il tipo di scelte che determinano le nostre azioni è fondamentale, sia per il loro successo che per ottenere consensi a livello aziendale – per non parlare della pianificazione dettagliata e del flusso ordinato tra le varie fasi del progetto.

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