Come incrementare il traffico web sul sito aziendale?

Il traffico web non nasce da solo, questo lo sappiamo bene. Tuttavia, per avere visibilità in rete, esistono altri strumenti oltre al SEM (Search Engine Marketing); infatti, accanto all’ottimizzazione per i motori di ricerca e alla pubblicità a pagamento su Google e sui principali Social Media, possiamo adottare metodologie per fare in modo che le nostre pagine siano più “facili da trovare”.

Dov’è la nostra audience? A volte osserviamo i grafici del traffico web un po’ sconsolati e ci domandiamo: come possono trovare la mia azienda i potenziali clienti? Come posso mostrare loro il mio marchio? Come far loro sapere che esistiamo e siamo qui ad aspettarli? Se solo potessi attirarli sul mio sito web… Ah, se avessi i soldi per fare una grossa campagna!

Usare trucchi di bassa lega per aumentare la visibilità del proprio sito, da tempo, non funziona più; i motori di ricerca utilizzano metodologie euristiche per valutare la qualità dei contenuti e quindi proporli in una posizione di maggiore evidenza nell’ambito dei risultati presentati a chi li consulta

Essere visibili rispetto ai motori di ricerca (Google), significa conoscere almeno un po’ della loro logica, ovvero quali criteri vengono adottati per costruire il ranking organico dei risultati presentati (posizione in classifica indipendentemente dalla pubblicità a pagamento).

In realtà gli algoritmi di Google sono molto cambiati nel tempo e oggi premiano soprattutto la qualità, l’affidabilità delle sorgenti di informazione e i loro legami con altre fonti autorevoli. Si tratta perciò di presentarsi nel modo giusto e individuare le keyword più efficaci; quindi, niente paura: esistono alcuni trucchi per incrementare il traffico web anche se le nostre risorse sono limitate.

Utilizzare i Rich Snippet

Gli Snippet sono ciò che vediamo nei risultati di ricerca di Google, ovvero il titolo e la descrizione del sito. I Rich Snippet sono degli elementi presenti nei risultati di ricerca oltre gli stessi Snippet, che riflettono le proprietà relative ai contenuti presenti all’interno del sito web.

Questi strumenti mostrano informazioni aggiuntive sui siti messi in evidenza dal motore di ricerca. Tra i dati esposti sono inclusi:

  • punteggi (rating)
  • recensioni
  • persone (ad esempio l’autore di un post)
  • eventi
  • prodotti
  • prezzi
  • descrizioni
  • immagini

Utilizzare questa metodologia consente di arricchire di dettagli ciò che viene presentato, aumentando così le probabilità che gli utenti clicchino sul link.

Offrire qualcosa di gratuito

Come è stato fatto osservare in altre occasioni, una delle regole cardinali del commercio è la reciprocità: quando si riceve qualcosa gratuitamente, infatti, ci si sente in obbligo di dare qualcosa in cambio. Lo studioso Robert Cialdini ha mostrato come questo concetto funzioni nel marketing.

Cosa possiamo offrire per attirare gli utenti verso il nostro sito?

  • materiale di qualità, come un report o un ebook
  • prove di prodotto
  • webinar aperti a tutti
  • strumenti gratuiti

Questa tecnica è molto utilizzata anche per acquisire contatti, cioè per ottenere l’indirizzo email degli utenti attraverso la loro registrazione.

Individuare le parole chiave (keyword) giuste per noi

In questo caso ci vengono in aiuto parecchi strumenti disponibili gratuitamente; eccone alcuni:

E’ interessante anche provare la funzionalità “Google auto-complete” (completamento automatico dei termini di ricerca mentre li stiamo inserendo); questo semplice metodo a volte regala risultati impressionanti.

Contenuti: la tecnica dello Sky Scraper (grattacielo)

La Tecnica del Grattacielo (definita anche Link Building) e – più in generale – l’utilizzo ottimale dei link, è ancora oggi uno dei principali fattori di posizionamento su Google e su tutti gli altri motori di ricerca. Adottare questa metodologia significa produrre contenuti che ci consentano di trarre vantaggio dagli attuali termini più ricorrenti impiegati nei post scritti da altri, ovvero capitalizzare sulle “parole di moda” (buzzword) per acquistare maggiore visibilità.

Ecco una semplice guida alla creazione di contenuti in linea con la tecnica dello sky scraper:

  • identificare i post “di tendenza” nel nostro settore di mercato utilizzando strumenti come Buzzsumo
  • scrivere qualcosa di inedito (ma valido) sullo stesso argomento, avendo cura di fornire più informazioni o arricchire in altro modo i contenuti originali
  • assicurarsi che il materiale prodotto arrivi al giusto pubblico. Ad esempio contattare sui Social Media l’autore dell’articolo originale (o chi vi ha fatto riferimento) e notificargli l’inserimento del nuovo post – inclusi i riferimenti al nostro sito, che nel post viene citato

Gli effetti? Secondo alcune ricerche, l’11% dei blogger prenderebbe in considerazione il nostro link. Ciò significa che dei contenuti interessanti (sul tema giusto e che utilizzino le parole più adatte) possono stabilire nuove relazioni e rappresentare utili collegamenti alla nostra offerta.

Promuovere i contenuti di altri

Abbiamo visto che, per acquistare visibilità, la prima cosa è entrare nella “cerchia degli oggetti visibili”, ovvero collegare il nostro sito ad una rete di elementi che hanno tutti in comune un tema (e quindi termini o parole) di cui si parla molto e che perciò i motori di ricerca non possono ignorare.

Tuttavia, in questo tipo di ottica, possiamo fare di più: compiliamo una lista dei post (sui siti web, sui Social Media, sui blog, ecc.) più interessanti su un dato argomento, mettendo in evidenza in particolare i migliori articoli, le frasi più significative o illuminanti, i dati statistici più significativi, le ricerche più recenti; quindi promuoviamo questi contenuti – prodotti da altri – in tutti gli ambiti in cui siamo in grado di operare – a cominciare dalle nostre pagine Facebook, LinkedIn o Twitter.

Quello che ci aspettiamo che accada è che qualcuno ci noti (anche soltanto i motori di ricerca) e scopra la nostra esistenza, dopodiché – magari – altri utenti della rete inizieranno a leggere (e condividere e diffondere) i nostri contenuti; in fondo, anche l’azione di condividere mette in evidenza chi lo fa, in una sorta di circuito virtuoso.

Essere attivi sui siti, sui forum e sui gruppi più frequentati

Cerchiamo i portali ed i luoghi virtuali di aggregazione più importanti nell’ambito del tema che riguarda il nostro marchio – inclusi i Social Media Group.

Una volta entrati, non sprechiamo energie inutili “spammando” gli altri con i link al nostro sito: non è questo il metodo giusto; facendo così, invece, non solo recheremo fastidio, ma rischiamo anche di essere “bannati” (cioè espulsi) dai proprietari di questi luoghi di aggregazione. Ciò che si deve fare, piuttosto, è intavolare discussioni in cui cercare di contribuire attivamente e positivamente fornendo valore aggiunto.

Frequentare questi punti di incontro, inoltre, può fornirci ispirazioni e idee, consentendoci di conoscere i problemi dei nostri potenziali clienti ed offrendoci l’opportunità di fornire loro risposte rilevanti mediante contenuti di qualità.

Il taglio delle zucche (Pumpkin Hacking): una nuova metodologia SEO

In ambito SEO (Search Engine Optimization), ovvero le tecniche che ci aiutano a rendere il nostro sito il più possibile appetibile da parte dei motori di ricerca, oggi si sente parlare di Pumpkin Hacking; questa strategia, un po’ tecnologica e un po’ orticola, si riferisce al processo di ottenere una zucca gigante. Per riuscirci occorre:

  • piantare delle zucche
  • ripulirle dalle erbacce, innaffiarle, concimarle e sorvegliare la loro crescita
  • individuare quella più grande e che cresce più in fretta
  • togliere le altre zucche e lasciare solo la più grossa; niente la disturberà e tutti i nutrienti del terreno saranno a sua esclusiva disposizione

Cosa ha a che fare l’ottimizzazione per i motori di ricerca con questo metodo? Fuori di metafora, significa che inizialmente occorre testare molti tipi di contenuti e di parole chiave; quindi si individua la combinazione che funziona meglio e ci si focalizza su di essa investendoci tempo, energie e risorse.

Lunghezza dei contenuti

Google mostra una spiccata preferenza per i contenuti corposi, abbastanza lunghi e che vadano in profondità su un dato argomento. Le ricerche (e l’esperienza) lo confermano, stabilendo che la lunghezza-tipo di un post non può essere inferiore alle 1600 parole; in particolare i post più letti hanno tutti una lunghezza maggiore di 1000 parole.

Riproporre i contenuti (adattandoli)

Se scriviamo dei post particolarmente ponderosi, che richiedono lavoro e ricerche, è un peccato utilizzarli una sola volta; è infatti possibile “riciclarli” rinfrescandoli, trasformandone l’aspetto o integrandoli con altro materiale. Ecco come fare:

  • utilizzare i punti chiave del post (dati principali, statistiche, ecc.) per creare un’infografica
  • trasformare il post in una presentazione sotto forma di diapositive (slide)
  • raccogliere qualche altro post, aggiornare quello iniziale, integrare il tutto e produrre un ebook
  • creare un podcast (documento audiovisivo) basato sul post

Si tratta di una pratica intelligente, che consente, in fondo, di adattare il materiale di qualità che abbiamo prodotto per diffonderlo attraverso altri canali e moltiplicarne il valore ottenibile.

Collocare i plugin dei Social Media sul nostro sito

Grazie ai plugin, gli utenti possono condividere più facilmente i nostri contenuti, consentendoci di acquisire ulteriore audience; tuttavia i plugin, da soli, non bastano: prima bisogna riflettere sul tipo di target a cui vogliamo rivolgerci.

Molti marketer identificano il loro pubblico di riferimento con i potenziali clienti, ma da questi ultimi ci aspettiamo principalmente che comprino, non che condividano i nostri contenuti – almeno non inizialmente: se dovessero trovare qualcosa di interessante, è possibile che lo leggano e ne traggano un eventuale vantaggio, magari connesso all’utilizzo del prodotto in questione.

Chi è più propenso a condividere, invece, sono gli esperti dell’argomento – o almeno chi ne discute abitualmente. Costoro pubblicheranno commenti, magari daranno adito a polemiche, citeranno i nostri dati e forse li criticheranno; in ogni caso ci renderanno più visibili e ci offriranno la possibilità di contro-argomentare a nostro vantaggio – ed è questo tipo di audience che dobbiamo tenere presente quando creiamo del materiale di marketing mirato ad aumentare la visibilità.

Avvicinare gli esperti della materia

Gli esperti riconosciuti in un dato campo (influencer) sono strategici per la credibilità e la diffusione della comunicazione. Editori di riviste specializzate, giornalisti, analisti, guru o persone carismatiche possono fare meraviglie per noi se solo dovessero citarci nei loro blog; tuttavia, essere presi in considerazione da questo tipo di “opinion leader” non è né facile né immediato. Come possiamo fare?

  • iniziamo con delle ricerche e individuiamo i più importanti esperti nel nostro settore
  • leggiamo i loro blog ed i commenti che ricevono
  • a nostra volta commentiamo, tenendo presente che questo significa esprimere opinioni rilevanti e intelligenti, non farsi pubblicità
  • scriviamo qualcosa che ci venga ispirato da questo influencer, magari riferendoci ad un suo post recente o ad un caso di studio,oppure parliamo di come abbiamo messo in pratica i suoi consigli e quali benefici abbiamo ottenuto
  • dopo aver pubblicato sul suo blog, scriviamogli indicando il link al nostro post
  • possiamo anche scrivergli per chiedere un parere sul materiale che abbiamo preparato

Ricordiamo:

  • non comportiamoci come se il blogger ci dovesse un favore
  • cerchiamo di essere il più possibili educati e gentili
  • utilizziamo lo spazio riservato agli ospiti del blog (guest post)
  • prendiamo in considerazione la possibilità di collaborare con il blogger se siamo in grado di fornirgli materiale utile e lui è disposto a pubblicarlo

Teniamo presente che, a nostra volta, possiamo ospitare altri sul nostro personale blog; questo crea risonanza, allarga l’audience ed aumenta la visibilità – a patto che ciò che viene prodotto sia valido, rilevante e coerente rispetto alla tematica: scrivere tanto per scrivere è solo una perdita di tempo.

Infatti, come abbiamo già detto, il web si è evoluto in modo da scoraggiare, se non eliminare, impropri tentativi di sfruttarlo per farsi una facile pubblicità solo per il fatto che si tratta di una piattaforma “partecipativa”, aperta tendenzialmente a tutti. Internet ed i suoi luoghi d’incontro sono aperti a chi ha qualcosa da dire, non sono uno spazio dove parlare a vanvera.

C’è anche YouTube

YouTube vanta oltre un miliardo di utenti, il che significa quasi un terzo di tutte le persone che navigano in Internet; si tratta infatti del secondo più grande motore di ricerca dopo Google. Preparare un filmato richiede più tempo ed energia rispetto a scrivere un post, ma sicuramente ne vale la pena.

Inoltre non dobbiamo pensare che YT sia uno spazio adatto a contenuti leggeri, del tipo adatto al commercio elettronico o al mercato B2C: il 73% dei marketer delle imprese B2B, ha dichiarato infatti che l’utilizzo di questo canale ha determinato un ritorno positivo sugli investimenti. (Carla Marshall).

Utilizzare i loghi nel proprio sito web

Se qualcuno ci visita per la prima volta e non ci conosce, ha bisogno di conferme sul fatto che siamo degni di fiducia e che possediamo referenze qualificanti; per questa regione è utile mettere in evidenza nomi e loghi delle nostre aziende clienti, oppure citare chi parla di noi.

Allora cosa fare se siamo imprese che stanno iniziando e non abbiamo ancora clienti importanti, né possiamo vantare un minimo di copertura da parte dei media? Mostriamo almeno i loghi dei prodotti e servizi integrati con la nostra offerta, oppure citiamo eventuali partner; tutto questo migliorerà la nostra credibilità.

Il traffico web da solo non basta

Infine non dimentichiamo che il vero obiettivo non è attirare utenti (anche se quello è il punto di partenza) ma generare contatti utili da passare alle forze di vendita.

Quando viene il momento di coinvolgere l’audience e generare lead, allora entra in gioco la Marketing Automation, che ci permette di individuare e coinvolgere le persone interessate, coltivarle e spingerle a diventare clienti.

In particolare, gli strumenti indispensabili che questo tipo di soluzioni ci offrono riguardano:

  • la creazione e gestione dei form di contatto (preferibilmente personalizzati)
  • il monitoraggio dei lead per determinarne preferenze e comportamenti, così da offrire loro contenuti e proposte commerciali rilevanti
  • il tracciamento del percorso verso l’acquisto, inclusi il passaggio automatizzato dei contatti al reparto commerciale
  • il testing e l’ottimizzazione delle modalità comunicative e della risonanza creata dai contenuti, misurando le risposte agli stimoli che siamo in grado di generare verso l’audience
  • la misura puntuale dell’efficacia delle azioni intraprese mediante una serie di indicatori
  • la determinazione del ROI (ritorno sugli investimenti) attraverso parametri oggettivi
  • il mantenimento nel tempo della qualità dei dati presenti nel Marketing Database, automatizzando anche le verifiche periodiche della loro validità

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