Dove si perde più tempo nel marketing? In almeno 5 ambiti

Nel lavoro, tutti ci sforziamo di raggiungere un buon livello di produttività ma, a volte, siamo frustrati dal constatare che, alla fine della giornata, ci sembra di non aver combinato nulla.

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Chi fa marketing è ancora più esposto a questo rischio, dato che svolge compiti spesso scollegati tra loro e deve costantemente interagire con molte persone attraverso una moltitudine di canali.

Il segreto per non perdere tempo consiste nell’individuare le attività più produttive e dedicare loro i nostri sforzi, evitando di concentrarci inutilmente su questioni marginali

Certo è più facile a dirsi che a farsi, dato che non è semplice stabilire cosa meriti maggiormente il nostro tempo e cosa no; in questo articolo, tuttavia, cercheremo di individuare le attività (e le modalità di lavoro) sulle quali, nel fare marketing, si rischia di essere poco produttivi.

1. Contenuto e contesto

Problema: i marketer investono enormi quantità di tempo in attività concettuali e creative. Essi infatti scrivono, progettano e realizzano banner e infografiche, pianificano campagne e gestiscono eventi. Tuttavia hanno ben presente la loro audience? Hanno un’idea precisa del tipo di persone che leggeranno o vedranno i risultati del loro lavoro, del quando e del perché?

Come molti esperti fanno notare, il contesto è più importante del contenuto: non conta quanto ben realizzato e interessante sia il materiale proposto, semplicemente non funzionerà se arriverà alle persone sbagliate.

Soluzione: quando si imposta una campagna – attività da cui poi ne derivano molte altre – è bene iniziare cercando di stabilire a chi, quando e in quale contesto è destinata la comunicazione di marketing; dopo tutto possediamo sia le conoscenze che gli strumenti che ci permettono di saperlo.

La prima regola per non sprecare tempo, è dunque quella di identificare gli obiettivi e tenerli ben presenti in ogni momento.

2. Social Media

Problema: i Social Media sono un ambito in cui è difficile trovare un buon equilibrio. Da un lato sono spazi per le relazioni umane, per cui si è portati a gestire personalmente le interazioni; dall’altro ci si rende conto che questa attività assorbirebbe troppo tempo. Infine, le conversazioni che avvengono nei Social Media raramente si traducono in fatturato.

Soluzione: spendere ore nei Social Media può essere una scusa per non dedicarsi ad attività più impegnative o meno gratificanti – quindi un presidio costante, effettuato di persona, rischia di rivelarsi una perdita di tempo. Perciò occorre automatizzare il più possibile i compiti relativi alla gestione della propria presenza sui Social Media; se lo si fa in modo corretto, questo non minerà la nostra credibilità. In secondo luogo, è necessario focalizzarsi su gruppi specifici di utenti e individuare con chiarezza ciò che si intende ottenere: l’importante è incrementare il traffico sul nostro sito web e contribuire alle vendite – contare i “mi piace” non è così importante.

Infine bisogna pianificare i tempi, in tal modo si potrà definire esattamente che porzione della propria giornata è opportuno dedicare ai Social Media.

3. Mancanza di automazione

Problema: a volte, per generare contatti, si scrivono personalmente le email per ciascun utente e si inseriscono manualmente le nuove informazioni nel database. Si tratta di attività che richiedono una grande quantità di tempo e sono soggette ad errori; inoltre è estremamente faticoso e demotivante eseguire compiti monotoni e ripetitivi.

Soluzione: automatizzare utilizzando una piattaforma di Marketing Automation – non solo ci consentirà di essere più efficienti e organizzati, ma ci permetterà di raccogliere molti più dati sui contatti ed utilizzarli per personalizzare la comunicazione attraverso ogni canale.

4. Scarso controllo dell’efficacia

Problema: quali attività e canali funzionano meglio? Se non siamo in grado di rispondere alla domanda, probabilmente stiamo sprecando tempo e risorse anche in azioni che non producono grossi risultati. Per organizzare correttamente il lavoro è necessario stabilire delle priorità ma, per farlo, occorre conoscere con chiarezza quali risultati producono i vari compiti svolti; in caso contrario si può solo andare alla cieca.

Soluzione: occorrono strumenti per misurare l’efficacia e l’efficienza delle campagne, pertanto si devono impostare delle metriche specifiche (Key Performance Indicator, KPI) ed utilizzare soluzioni software per l’analisi dei dati – tipicamente quelle rese disponibili dalle piattaforme di Marketing Automation. Questo non solo migliora la produttività, ma anche la fiducia che l’azienda ripone nel suo dipartimento marketing, il quale è in grado di fornire informazioni precise sull’efficacia delle proprie iniziative e sul valore prodotto per l’impresa.

5. Multitasking: troppe attività svolte contemporaneamente

Problema: di solito cerchiamo di fare tutto da soli, non deleghiamo e non pianifichiamo – semplicemente ci diamo da fare cercando di produrre il maggior numero di risultati nel minor tempo possibile; questo modo di operare viene definito multitasking, ovvero il tentativo di fare tutto insieme e subito. Le neuroscienze (e l’esperienza) non lasciano dubbi in proposito: non riusciamo a fare contemporaneamente più cose (dato che abbiamo solo due mani e una sola testa), al massimo saltiamo rapidamente da un’attività all’altra. In realtà non siamo macchine: spostando di frequente la nostra attenzione tra più compiti la nostra concentrazione cala, quindi dobbiamo sprecare tempo ed energia a rifocalizzarci su ciò che stiamo facondo; il risultato è un calo complessivo di produttività, unito ad un maggiore rischio di compiere errori.

Soluzione: dobbiamo imparare a distinguere tra importante e urgente, assegnando ad ogni attività una sequenza precisa, in modo da focalizzarci solo su una cosa alla volta. Dobbiamo anche avere rispetto per il nostro lavoro e non consentire ad elementi di disturbo di far diminuire la nostra concentrazione: non possiamo essere costantemente connessi e disponibili come se fossimo un server; inoltre non succede nulla se, per terminare ciò che stiamo facendo, ritarderemo un po’ a rispondere ad un’email.

In sintesi

Come ogni altra attività, il marketing rischia di diventare un turbine frenetico di cose da fare tutte insieme; in realtà, rispondere d’istinto cercando di stare al passo con ogni richiesta è controproducente: ci stanchiamo prima, siamo meno produttivi e la qualità del lavoro ne risente.

L’ideale è perciò organizzarsi, definire le priorità, dedicare il tempo alle attività in funzione della loro importanza e fare in modo di non essere distratti e interrotti di continuo – imparando anche a delegare. Inoltre, utilizzando opportuni strumenti, è possibile stabilire quali compiti sono più produttivi e quali meno, in modo da migliorare la nostra efficienza ed efficacia – riservando anche qualche momento per una pausa, ogni tanto…

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