Con le Push Notification il coinvolgimento nelle App di Mobile Marketing cresce fino a 5 volte

Oggi è sempre più diffuso il Mobile Marketing, quella parte di Marketing Automation che riguarda l’utilizzo di dispositivi mobili – e le app che hanno a bordo – per promuovere una comunicazione efficiente e mirata, oltre ad una più precisa segmentazione dell’audience.

Mobile Marketing

photo credit: iPhone 4S via photopin (license)

L’85 % degli utenti di smartphone dichiarano che preferirebbero fare lo sciopero della fame anziché disinstallare le loro preziose app. Questa è una bella notizia per i marketer, fermo restando che non tutte le app spingono a comportamenti tanto eroici. Che cosa differenzia le app a cui le persone non rinuncerebbero mai da tutte le altre? La risposta è semplice: il livello di coinvolgimento.

Le Push Notification, definite anche server push notification, consentono l’invio di informazioni da parte di un’applicazione software ad un dispositivo di elaborazione senza una specifica richiesta da parte di quest’ultimo

A differenza delle pull notification, in cui il client richiede l’informazione, le push notification provengono direttamente dal server. Normalmente l’utente deve dare il proprio assenso (opt-in) alla ricezione di notifiche e allarmi; questo avviene di solito all’installazione, con la possibilità di definire (anche in seguito) quali tipi di informazioni si desidera ricevere e quali no.

Un importante vantaggio delle push notification nel mobile computing, è che questa tecnologia non richiede che nel dispositivo mobile sia aperta una particolare applicazione per poter ricevere un messaggio; ciò consente al dispositivo (tipicamente uno smartphone) di ricevere e visualizzare, ad esempio, messaggi di testo o notifiche dai social media anche se la relativa applicazione è chiusa e lo schermo è bloccato.

Come funziona la tecnica del push ?

Le push notification aiutano a risolvere il più grosso problema con cui si devono confrontare i mobile marketer: il coinvolgimento, ovvero l’elemento chiave che tiene gli utenti legati ad una data app.
I consumatori sono normalmente ben disposti a scaricare nuove app, ma poi capita che se ne dimentichino. Con la tecnica delle push notification, le probabilità che un utente abbandoni l’app scendono dal 21 all’11 % e il suo livello di coinvolgimento aumenta fino al 540 %, per non parlare dei benefici ottenuti dalle vendite.
Forse è il caso di saperne un po’ di più sul come fare in modo che le app di Mobile Marketing riescano a migliorare la loro efficacia nel generare interesse da parte del pubblico.

Tipi di notifiche: a invio programmato e a invio automatico

  1. Quelle programmate (batch) sono inviate a tutti gli utenti elencati nel database o a determinati segmenti
  2. Quelle inviate automaticamente (triggered) sono spedite in modalità 1-a-1 ai singoli utenti in funzione del loro comportamento o sulla base di specifici eventi – ad esempio se il contatto si avvicina ad un punto vendita.

Esattamente come le email personalizzate 1-a-1, queste notifiche avvengono a seguito di particolari azioni o condizioni.

La combinazione dei due tipi è particolarmente interessante: unendo una buona segmentazione alle tecniche di automazione che consentono la massima personalizzazione nella comunicazione, si crea la sensazione negli utenti che il nostro messaggio sia perfettamente adattato in funzione delle loro necessità in ogni momento.
Ma come è possibile segmentare gli utenti delle applicazioni mobili? Esistono tre metodi di base.

1. Segmentazione per livello di coinvolgimento

Ovviamente, gli utenti attivi richiedono un approccio differente rispetto a quelli che hanno contatti sporadici: questi ultimi, infatti, potrebbero risultare irritati da un invio troppo frequente di messaggi, mentre i primi presentano un significativo potenziale commerciale di vendita, che sarebbe sciocco non utilizzare. Ecco a cosa serve la segmentazione in base al livello di coinvolgimento: a costruire lentamente ma con costanza una relazione con gli utenti poco attivi – valutando con cura ogni messaggio – e alimentare l’interesse di chi è più propenso all’acquisto e utilizza le nostre app con maggiore frequenza.

2. Segmentazione per tempo trascorso dall’installazione

Gli utenti che hanno appena installato l’app richiedono un atteggiamento diverso rispetto a chi è più esperto nella gestione delle varie funzioni; occorre perciò mostrare ai nuovi utenti innanzitutto i possibili vantaggi derivanti dall’utilizzo dell’app e dare loro il benvenuto – iniziando subito con una notifica di ringraziamento. Analogamente, agli utenti avanzati, a cui non servono i consigli di base, è opportuno inviare suggerimenti di tipo specifico, approfondimenti e, naturalmente, offerte commerciali.

3. Segmentazione per tipo di interesse

E’ molto utile identificare quali altre app sono installate nel dispositivo dell’utente e individuare quelle che vengono utilizzate con la maggior frequenza. Questo consente di profilare meglio il contatto attraverso la conoscenza delle sue preferenze e abitudini; ad esempio possiamo creare delle notifiche adatte a coloro che hanno scaricato app relative allo sport e al fitness utilizzando un approccio (e un linguaggio) diverso rispetto a quelle destinate a chi è più interessato alla finanza e al budget familiare. Questa metodologia permette di proporre offerte più rilevanti, incrementare la percentuale di conversioni e guadagnare la fiducia degli interlocutori, ai quali risulterà evidente la nostra attenzione nell’inviare loro contenuti che rispecchiano gusti ed interessi personali.

Il contesto

E’ ormai chiaro che dovremmo sempre inviare informazioni e offerte rilevanti, tuttavia il concetto di “rilevanza” o “valore” non sono universali: non esistono proposte sempre valide per tutti. Ad esempio la promozione: “Eccezionale sconto dell’80 % sulle bistecche” non attirerà i vegetariani, le persone a dieta e chi ama la carne sì, ma in questo memento è in vacanza molto lontano dal nostro punto vendita o dal nostro ristorante.
Ecco perché il contesto è fondamentale, inclusi la storia e l’evoluzione di comportamenti e interessi dei contatti, così come il fuso orario e la località in cui si trovano in ogni dato momento. La valutazione del contesto ed il nostro modo di adattarvisi possono iniziare anche dalle cose più semplici, come rilevare l’ora locale registrata dal dispositivo per evitare di inviare notifiche durante la notte.

Geomarketing

La conoscenza della posizione geografica degli utenti è molto importante nelle strategie di Mobile Marketing, specialmente se si dispone di un punto vendita tradizionale: negozio, supermercato, salone, ecc.
Teniamo presente che il 94 % degli utenti di smartphone utilizzano i loro dispositivi mobili per cercare informazioni relative alla località in cui si trovano (ad esempio desiderano trovare la farmacia o il bar più vicini), mentre ben il 90 % agisce e decide proprio in base a questo tipo di suggerimenti; è per questo che il geomarketing ha un immenso potenziale.
Tuttavia le persone hanno anche bisogno di interlocutori che meritino fiducia, per questo i marketer devono conquistarsela allo scopo di poter condividere i dati degli utenti (inclusa la loro localizzazione). Occorre perciò fare attenzione a non compromettere questa fiducia, magari inviando una notifica inutile (o inopportuna) di troppo; la geolocalizzazione serve a raccogliere dati e proporre offerte rilevanti, nient’altro.

Lunghezza delle Push Notification

Proprio come Twitter, la tecnica delle push notification ci rende tutti “poeti ermetici”, o quantomeno stimola in noi la capacità di sintetizzare le cose al massimo per utilizzare il minor numero di caratteri. Per le notifiche il limite è di 200 battute e va aggiunto che gli utenti amano la concisione: anziché email verbose, essi preferiscono informazioni succinte ma precise, che possono utilizzare immediatamente.

Distinguersi nel Mobile Marketing

Per ottenere attenzione occorre distinguersi; l’importante è apparire speciali, magari utilizzando associazioni insolite o generando stimoli particolari che pongano in risalto le caratteristiche del marchio e il suo appeal. Qui il campo è aperto alla creatività, mai disgiunta dal buongusto.

Una logica nell’invio di notifiche

Le push notification, per definizione brevi e dirette, non funzionano se siamo troppo insistenti – al punto da diventare invasivi o persino molesti. E’ importante utilizzare gli strumenti analitici per individuare quali tipi di messaggio funzionano meglio e quali meno; il rischio, altrimenti, è quello di vanificare la strategia del “push” inducendo gli utenti a bloccare le notifiche o addirittura a disinstallare l’app.
Come in altri ambiti del marketing, l’importante è sviluppare una relazione in modo lento e graduale per ottenere fiducia, prestando la massima attenzione alla rilevanza della comunicazione ed al contesto in cui avviene.

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