La Marketing Automation mi serve davvero? Scopriamolo rispondendo a 10 domande

Usare il regolo tradizionale o la calcolatrice elettronica? Oggi nessuno ha più dubbi: l’automazione pervade ogni aspetto produttivo e migliora efficacia ed efficienza dei processi, abbatte i costi, incrementa la produttività e aumenta la qualità.

Marketing Automation

photo credit: sliderule2 via photopin (license)

Dunque la stessa regola dovrebbe valere anche per il marketing. Tuttavia la risposta non è sempre scontata né affermativa, perché il tipo e la quantità di automazione da trasferire nei processi dipende dal tipo di azienda e dalla sua cultura, dalle persone e dal mercato di riferimento.

Implementare la Marketing Automation può trasformare un’impresa: questa metodologia offre una quantità di conoscenze e nuove prospettive sia sull’attività aziendale che sul mercato, incoraggia l’organizzazione di marketing a focalizzarsi e ad operare in modo più razionale e crea spazio per attività analitiche e creative grazie all’automazione di molti compiti ripetitivi e a scarso valore aggiunto. Tuttavia, nonostante gli evidenti vantaggi e benefici, si tratta pur sempre di una trasformazione: cosa che in molti genera timore.

La cosa migliore da fare, quindi, è togliersi ogni dubbio ponendosi una serie di domande e cercando di rispondere in modo onesto.
Scopriamo se la nostra azienda è pronta per la Marketing Automation, come questa metodologia funziona per il nostro tipo di business o se corriamo il rischio di complicarci inutilmente la vita.

1. Vale la pena che la mia impresa adotti la Marketing Automation?

La risposta normalmente è sì, ma solo se:

  • esiste una strategia per generare i lead e sviluppare il business
  • si possiedono le risorse per impegnarsi su questi obiettivi e per produrre contenuti su base regolare
  • il flusso dei nuovi lead è tendenzialmente regolare e continuo

E’ bene ricordarsi che la Marketing Automation è un insieme di strumenti e metodologie: quello che conta, alla fine, sono le idee, la conoscenza e i mezzi che si hanno a disposizione.

2. La Marketing Automation ha senso anche in un’azienda medio-piccola o di nicchia?

Assolutamente sì, perché:

  1. affranca dall’incombenza di eseguire molte attività manuali ripetitive e libera risorse per compiti più creativi e coinvolgenti
  2. pone le basi per uno sviluppo sostenibile dell’impresa: il numero dei clienti tenderà ad aumentare in varietà e quantità, difendendo la posizione di mercato conquistata
  3. non si tratta di un grosso investimento: esistono molte soluzioni tecnologiche tagliate su misura per i vari tipi di aziende, dalle piccole alle grandi

3. Posso permettermi la Marketing Automation?

Per prima cosa è utile testare una piattaforma di automazione; molte di quelle disponibili sul mercato offrono dei periodi di prova gratuiti che permettono alle aziende di stabilire in modo realistico a cosa andranno incontro implementando una soluzione di Marketing Automation.

A questo punto si potrà dare risposta ad una serie di ulteriori domande come:

  • In azienda esistono le risorse necessarie ad occuparsi dei nuovi compiti oppure occorre rivolgersi a degli specialisti?
  • In che modo l’automazione trasforma i metodi di lavoro?
  • Quali attività possono essere automatizzate liberando risorse?
  • Come la struttura di marketing si pone rispetto al cambiamento?

E’ anche bene ricordare che il costo di una soluzione di automazione dipende dal numero di contatti presenti nel database. Probabilmente le aziende medio-piccole, almeno inizialmente, avranno liste non molto lunghe, il che consente loro di partire con una versione base del prodotto e ridurre così le spese; man mano che l’investimento darà i suoi frutti ed il business, sperabilmente, si espanderà, si potranno aggiungere funzionalità supplementari in funzione delle nuove esigenze.

Nota: i prossimi punti spiegheranno in particolare perché non ci si può permettere di escludere alla leggera l’adozione della Marketing Automation.

4. Quanto tempo serve per partire?

Tenendo conto di una media generale, gli esperti indicano i seguenti tempi medi:

  • 2 mesi per un’implementazione di base
  • 4 mesi per un’implementazione avanzata
  • 6 mesi per un’implementazione completa di tutte le funzioni

5. Utilizzo Google Analytics. Ho bisogno di altri dati?

Senz’altro! Il monitoraggio dei singoli contatti e quello del traffico sono due cose molto diverse: Google Analytics offre infatti una prospettiva d’insieme, utile per misurare l’efficacia di una campagna o per ottimizzare un sito partendo dalle statistiche delle visite ricevute; gli strumenti analitici resi disponibili dalla Marketing Automation, invece, mettono a disposizione degli utenti informazioni di dettaglio sul comportamento dei singoli contatti o clienti, sulla base delle quali è possibile sia definire regole per l’automazione delle attività, sia fornire elementi utili al reparto commerciale.

6. In definitiva, l’automazione riduce il carico di lavoro del dipartimento marketing?

Ad essere davvero sinceri, no. L’automazione non è una specie di autopilota che lavora al nostro posto: contrariamente a quanto molti immaginano, infatti, la comunicazione di marketing non si trasforma in una macchina efficiente e totalmente autonoma solo per il fatto di aver definito delle regole per gli automatismi.

La Marketing Automation, in realtà, aiuta le organizzazioni a lavorare in modo più razionale e a monitorare costantemente l’efficienza. Chi si occupa di marketing dovrà dedicare più tempo all’analisi, alla definizione del profilo dei contatti, alla creazione di regole e ad altre attività concettuali e creative. Solo i compiti di routine, prevalentemente manuali e ripetitivi, verranno ridotti.

7. La comunicazione automatizzata sembrerà “artificiale”?

A volte la comunicazione automatizzata viene assimilata allo spam e definita irrilevante, artificiale, impersonale, senza valore aggiunto o persino in grado di generare ansietà (ad esempio: “abbiamo notato che ieri alle 16:00 lei ha visitato il catalogo delle scarpe sportive presente sul nostro sito e che ha dedicato la maggior parte del suo tempo osservando il modello…”).

Le cose non devono andare necessariamente così: la piattaforma di Marketing Automation non prende il sopravvento sul sito web o su altro – sono sempre le persone che decidono frequenza, contenuti e tenore del messaggio. Per risultare importuni dobbiamo essere noi stessi ad impostare regole di comunicazione “invadenti” o scrivere messaggi che possano infastidire i nostri interlocutori.

8. Cosa succede se questo sistema risultasse troppo complicato?

La cosa migliore è partire in piccolo e implementare nuove funzioni in modo graduale, rispettando i propri tempi e priorità; non occorre infatti introdurre subito l’intero set di soluzioni disponibili. L’ideale è iniziare con poche regole di automazione ed operare in aree che si conoscono bene, come ad esempio l’email marketing.

Quindi occorre monitorare gli effetti delle novità introdotte e progressivamente aggiungere regole e funzionalità, imparando gradualmente il modo migliore per utilizzarle.

Uno strumento di Marketing Automation non è concepito per essere inutilmente complicato, al massimo è complesso in quanto presenta molte opzioni; non è il caso di esserne intimiditi: una volta messa a punto, la tecnologia è alla portata di tutti.

9. Esistono settori merceologici nei quali la Marketing Automation non funziona?

No. Qualsiasi azienda faccia marketing su Internet e alla quale occorra generare lead, non potrà che avere vantaggi dalla Marketing Automationindipendentemente dal tipo di offerta di prodotti o servizi, dal tipo di mercato o di attività (B2B o B2C).

10. Come segmentare inizialmente la mia base di contatti?

Se si decide di implementare la Marketing Automation e si ha a disposizione una grande base di contatti, è possibile godere immediatamente dei vantaggi della comunicazione personalizzata automaticamente, persino prima di essere riusciti a raccogliere abbastanza informazioni comportamentali attraverso le interazioni e le transazioni effettuate dai nostri interlocutori.

Può sembrare persino banale, ma un metodo è quello di scrivere un’email a tutti, illustrando la tipologia di offerta e segmentare quindi i contatti sulla base delle loro risposte; ciò è possibile inserendo nella comunicazione un elenco di elementi sui quali cliccare. In funzione della scelta, il sistema provvede ad assegnare automaticamente a quel contatto un’etichetta corrispondente, che lo identifica come appartenente ad una determinata categoria.

Non è una brutta idea quella di dividere gli interlocutori in gruppi di interesse attraverso questo metodo; ciò consente di iniziare immediatamente ad inviare loro contenuti maggiormente rilevanti e personalizzati ed aumentare così le probabilità di un positivo coinvolgimento a fronte delle nostre proposte.

Volete saperne di più? Contattateci.