Quali sono le cose che ogni imprenditore di successo dovrebbe sapere sul Digital Marketing? Scopriamolo!

Chi gestisce un’impresa è impegnato in un continuo sforzo per aggiornarsi, cogliere opportunità, rinnovarsi, risolvere problemi – e tutto questo magari solo per rimanere a galla.

Digital Marketing

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Se da un lato Internet ha aperto grandi possibilità, dall’altro ha avvicinato la concorrenza e reso imperativa la necessità di differenziarsi per mantenere aperta una nicchia di mercato: l’offerta è immensa e non è facile emergere dal coro.

Grazie al Digital Marketing, le imprese sfruttano il web come una grande vetrina per far conoscere ciò che hanno da offrire, ma il panorama è mutevole e occorre adeguarsi rapidamente alle nuove tendenze.

Il mondo del marketing, infatti, sta cambiando a un ritmo vertiginoso: quello che oggi va bene, magari domani deve essere cambiato per mantenere intatta la propria visibilità sui media digitali; nuove tecnologie, mobilità, evoluzione dei motori di ricerca… esiste una quantità di variabili che influenzano l’efficacia degli strumenti utilizzati per raggiungere il mercato, ed orientarsi non è semplice.

Non ci si aspetta che un imprenditore conosca ogni dettaglio del Digital Marketing, tuttavia è necessario che sappia alcune cose fondamentali per potersi confrontare, magari con chi gli dà supporto o lo consiglia.

Di seguito sono elencati 6 importanti aspetti di questa metodologia che è importante conoscere.

1. Il Digital Marketing è qualcosa di più del PPC

Alcuni anni fa il PPC (Pay Per Click) era l’unica forma di marketing digitale conosciuta, essendo lo strumento principale per favorire l’incontro tra le aziende ed il mercato attraverso i motori di ricerca; oggi, tuttavia, questo tipo di pubblicità ha perso gran parte del suo “appeal” originale.

Molte imprese spendono molto denaro in questo tipo di promozione online, magari pensando che si tratti della sola opzione valida. La realtà è che non è più così: esistono infatti altri metodi più efficienti, come il Real time Bidding (RTB), ovvero la possibilità di far apparire inserzioni pubblicitarie contestualizzate all’interno dei siti che un prospect visita.

Questo non significa che sia il caso di abbandonare AdWords, basta semplicemente concentrarsi su poche parole chiave realmente significative; è in ogni caso opportuno guardarsi intorno e valutare tutte le altre possibilità che il marketing digitale offre man mano che la tecnologia si evolve.

2. Fare Digital Marketing richiede investimenti

Esistono organizzazioni all’interno delle quali circola l’idea che il marketing digitale sia essenzialmente gratuito. Magari si tratta di aziende che sopravvalutano l’efficacia del traffico “organico”, ossia quello generato naturalmente dai motori di ricerca, ma esiste anche chi cerca di “ingannare” gli algoritmi di Google con strumenti e metodi non proprio ortodossi.

In ogni caso le logiche che individuano i risultati pertinenti delle ricerche online si sono evoluti nel tempo ed hanno progressivamente eliminato la possibilità che un sito venga messi in evidenza in modo artificioso. Oggi viene soprattutto premiata la qualità.

Il Digital Marketing, dunque, ha un costo. Scrivere contenuti validi e pubblicarli, valersi del talento di professionisti preparati, gestire i social media ed effettuare correttamente tutte le attività che vanno sotto il nome di “Content Marketing”, richiede infatti un investimento.
Tuttavia, se pianificato con cura ed eseguito in modo ottimale, il Digital Marketing può garantire un ottimo ritorno.

3. I contenuti sono tutto

Si tratta di una frase un po’ abusata, ma sostanzialmente vera – almeno finché esisterà Internet così come la conosciamo.

Internet è fatta di contenuti: l’universo digitale comprende milioni di articoli, citazioni, blog, infografiche, siti, pagine, giornali, tweet, immagini, post, video e ogni possibile genere di materiale informativo, promozionale, didattico, ricreativo, pubblicitario o scientifico.

Bisogna tenere ben presente che il Digital Marketing è soprattutto Content Marketing; per avere una presenza degna di rilievo nel mondo digitale occorre produrre dei contenuti significativi, interessanti e di valore – non esistono alternative.

4. Le tecniche di SEO non sono morte

Un’altra opinione diffusa (ma errata) sul marketing digitale, riguarda la scarsa efficacia delle tecniche di Search Engine Optimization (SEO). Purtroppo esistono molti falsi miti in proposito, il più comune dei quali si riassume nell’affermazione secondo cui il “il SEO è morto”.
I profeti di sciagura hanno spesso decretato la fine delle tecniche di ottimizzazione ma, finché esisteranno le ricerche online, esisterà anche un metodo per facilitarle.

Dunque il SEO non è morto ma sicuramente è cambiato. Come dicevamo prima, ogni giorno gli algoritmi di Google vengono aggiornati e periodicamente – alcune volte l’anno – le modifiche sono così massicce da rivoluzionare le classifiche, al punto da scompaginare il quadro generale.

Non occorre che un buon imprenditore conosca i dettagli delle fasi evolutive attraverso cui i motori di ricerca passano nel tempo, gli basti solo sapere che adeguare i siti per renderli più appetibili per i motori di ricerca è un argomento su cui vale la pena di riflettere e investire.

5. L’ottimizzazione per i dispositivi mobili è un must

La più dirompente novità che ha recentemente interessato il mondo digitale, è sicuramente la grande diffusione dei dispositivi mobili come smart phone e tablet e, come c’era da aspettarsi, l’ultima modifica degli algoritmi di Google premia i siti predisposti per offrire un’esperienza di navigazione ottimizzata per la mobilità.

Cosa succede se le aziende non sono in grado di supportare la mobilità nella loro comunicazione via web? La conseguenza più ovvia è quella di essere penalizzati. Oggi l’interfaccia con l’universo virtuale, per i nativi digitali, sono i pochi centimetri quadrati del loro telefonino; per loro il fatto che un contenuto sia “mobile friendly” non è un’opzione, è una necessità.

I giovani fanno di tutto coi dispositivi mobili: comunicano, socializzano, si informano, cercano soluzioni e fanno spese; un’azienda che non abbia la capacità necessaria ad estendere la propria presenza online ai dispositivi mobili finirà inevitabilmente col perdere visibilità ed opportunità di business.

E’ importante sottolineare che questo trend non riguarda solo le imprese che operano nel campo dell’innovazione tecnologica o nelle aree che catturano maggiormente l’interesse dei giovani: tutti i settori merceologici ne sono impattati, nessuno escluso.

6. L’ottimizzazione delle conversioni offre il massimo impatto nel minor tempo

Un modo rapido (e sicuro) per conseguire il successo nel mondo digitale, consiste nell’implementare metodologie per facilitare la conversione dei contatti verso la propria offerta di prodotti e servizi.
Ogni sito web ha qualcosa da offrire o da vendere e la conversion optimization è proprio la scienza che si occupa di favorire una decisione di acquisto da parte degli utenti.

Abbiamo detto che il Digital Marketing richiede investimenti; anche massimizzare le percentuali di conversione ha un costo: occorrono infatti specifiche conoscenze professionali per determinare come ottimizzare un sito, eseguire una serie di test e quindi approntare le modifiche opportune. Il ritorno su questo tipo di investimenti, tuttavia, può essere particolarmente elevato.

In conclusione

L’era digitale richiede che le imprese siano proattive e rapide nell’agire. Gli imprenditori non devono conoscere tutto – tanto meno i dettagli delle tecnologie – ma occorre che conoscano le capacità del Digital Marketing di consolidare la presenza e l’immagine aziendale, coinvolgere un vasto pubblico e favorire la crescita del fatturato.

Chi saprà utilizzare nel modo più efficace ed efficiente questi strumenti ne trarrà sicuramente un vantaggio.

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