La Marketing Automation non è tutta uguale

Come suggerisce l’esperienza, il marketing non è una struttura monolitica ma presenta molte sfaccettature. In particolare l’approccio adottato cambia molto a seconda del tipo di azienda e di prodotto. Le differenze più importanti sono tra prodotti di consumo (tipicamente a basso costo, ma non solo, come le automobili) e prodotti o servizi complessi (normalmente rivolti alle imprese).

photo credit: laverrue via photopin cc

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Benché la Marketing Automation tenda ad appiattire queste differenza, in quanto il web è frequentato da tutti, anche dai decisori delle imprese, possono essere utilizzati approcci differenti a seconda dei casi, specialmente per quanto riguarda i canali utilizzati e le modalità di ingaggio.

Alcune aziende High Tech hanno una gamma di prodotti che va dal mondo consumer alla multinazionale, in tutte le possibili accezione del B2C e del B2B

Non esiste una soluzione che vada bene per tutti

La Marketing Automation è in grado di utilizzare tutti i canali telematici disponibili e di pubblicare ogni tipo di contenuto. Da YouTube ai forum, dai social network alle DEM, dai siti aziendali alle tecniche di SEO (Search Engine Optimization), la Marketing Automation ha lo scopo di posizionare messaggi, sollecitare la curiosità, catturare interessi e – soprattutto – seguire ciascun interlocutore profilando ed articolando su di lui una precisa strategia d’azione e coinvolgimento.

La domanda è: quale “Automated Marketing Mix” è più adatto la mio target? La risposta non è semplice e, probabilmente, ci sono più risposte valide. Certamente, per tutti i target, le tecniche di SEO sono un punto fondamentale mentre le DEM sono realisticamente applicabili solo ai contatti già in possesso dell’impresa. Quanto ai social network, se ad una prima analisi possiamo concludere che sono meno efficaci nel B2B che nel B2C, si può anche obiettare che, presso una vasta platea, può essere interessante non tanto parlare di un prodotto o servizio ma del problema o della tematiche che esso affronta, oltre a considerazioni legate alle diverse tipologie di social network, alcuni più orientati al mondo business, come LinkedIn.

Perché l’automazione è fondamentale ma non è tutto

Fare della Marketing Automation significa stabilire un piano, articolarlo, produrre materiale, pubblicarlo, definire dei trigger – ovvero eventi o comportamenti da parte del contatto che permettono al sistema di intraprendere un’azione o di scegliere tra più alternative – e quindi armonizzare il tutto in maniera coerente.

Se il software mette a disposizione la piattaforma di automazione e rende facile l’effettuazione di misure e la produzione di grafici e report, sta agli esperti la scelta del mix più opportuno, la creazione del percorso di ingaggio e il confezionamento dei vari messaggi.

La guida verso un rapporto utile tra domanda e sistema di offerta

Ognuno ha diverse esigenze e modalità di rapportarsi ad esse ma, se ci muoviamo nel web per trovare una risposta che indirizzi la nostra scelta d’acquisto, evidentemente partiamo da un bisogno o da un problema.

Compito del marketing in generale è quello di aiutarne la presa di coscienza, creando opportunità di trattare l’argomento, magari in un coro a più voci. Man mano che ciascuno trova la traccia che più rispecchia il suo interesse, la Marketing Automation ha la capacità e l’opportunità di rilevare i segni di uno specifico orientamento e, da qui, prendere in carico il contatto alimentando in modo coerente e continuativo il processo che va dalla presa di coscienza e dall’inizio di una ricerca alla possibilità di trovare possibili soluzioni.

Rispetto alle tecniche tradizionali, la Marketing Automation permette davvero di sfruttare Internet e il tempo che ciascuno vi trascorre per trasformare tutto questo in un sistema di attrazione verso il sistema di offerta. Tanto vasto, complesso e variegato è il web, tanto le tecniche di Marketing Automation sono flessibili, scalabili e articolabili per creare lo schema di comunicazione più adatto per ciascuna esigenza e ciascun tipo di impresa, sia nel B2B che nel B2C.

Il prossimo passo? La mobilità e la localizzazione geografica dei contenuti, per accompagnare letteralmente “per strada” chi è alla ricerca di una soluzione.

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