11 statistiche di Email Marketing che vale la pena di conoscere

Come si vede nell’illustrazione, la statistica è il primo passo che consente di trasformare i dati in qualcosa di significativo; in pratica si riesce a correlare i diversi elementi tra loro per trasformarli in informazioni. Da qui ad ottenere conoscenza ed infine “saggezza”, una sorta di distillato o di estrema sintesi di ciò che veramente conta e che permette di comprendere la realtà, ce ne passa – anche se oggi disponiamo di strumenti sempre più sofisticati per l’analisi dei dati.

11 statistiche di Email Marketing che vale la pena di conoscere
photo credit: ryan2point0 Statistics and the DIKW Pyramid via photopin (license)

Tuttavia, anche dalle semplici statistiche, si apprendono a volte cose inaspettate o persino curiose, che tuttavia vanno sempre ponderate ed il cui significato pieno si esprime solo tenendo conto del contesto in cui sono vengono collocate.

L’Email Marketing è una pratica tuttora molto utilizzata e tutto fa pensare che, anche nell’anno in corso, i marketer ne faranno largamente uso (nel rispetto del GDPR, ovviamente); vale dunque la pena di saperne un po’ di più sull’efficacia di questo popolare canale di comunicazione di marketing

Siamo già in pieno 2018 ed abbiamo in programma numerose campagne email da preparare; tuttavia qualcuno potrebbe chiedersi se questo strumento è ancora valido ed efficace per raggiungere i clienti effettivi e potenziali. Ebbene, a dispetto di voci che vedrebbero l’Email Marketing in una fase di declino, questo canale non solo è ancora estremamente attuale, ma gode persino di una “seconda giovinezza” – almeno questo è quello che dicono alcune statistiche che vale la pena di conoscere in maggiore dettaglio.

1. Quante e mail sono state spedite e ricevute nel corso del 2017?

La comunicazione di marketing via email cresce costantemente: nel 2017 il numero totale di messaggi inviati e ricevuti ammontava ad oltre 225,3 miliardi e ci si aspetta che questo valore cresca fino a 257,7 miliardi entro la fine del 2020.

Fonte: Radicati

2. Perché continuare ad inviare email anche quest’anno?

Gli utenti di posta elettronica sono 3,7 miliardi, pari al 48,6 % della popolazione mondiale. Inoltre, dato che alcuni utenti possiedono più di un account di posta (la media è 1,7 a testa), ci sono più indirizzi che persone effettivamente raggiungibili; per questo motivo, la personalizzazione dei messaggi e la pulizia del database (oltre che il suo costante aggiornamento), sono elementi essenziali da tenere in considerazione se l’obiettivo è quello di comunicare efficacemente con i propri clienti effettivi e potenziali. Come tenere in ordine di database di marketing? Scopritelo qui.

Fonte: Lifewire

3. Qual è il dispositivo più utilizzato per inviare e ricevere email nel 2018?

Il 52% delle email viene aperto su smartphone o tablet (più esattamente: il 41% sui telefoni cellulari, l’11% sui tablet ed il rimanente 48% sui desktop). Il fatto curioso è che, indipendentemente dal fatto che le probabilità di conversione sono pressoché uguali tra chi usa dispositivi fissi e chi usa dispositivi mobili, le donne si convertono più facilmente attraverso i messaggi ricevuti su tablet e gli uomini, invece, attraverso quelli ricevuti via smartphone.

Una nota: il Conversion Rate (percentuale di conversioni) è il numero di email, rispetto al totale di quelle aperte, a fronte delle quali il destinatario effettua l’attività che gli viene richiesta – come scaricare un documento, compilare un form, effettuare una transazione, ecc.

Fonti: Litmus, Emailmonday

4. Come dovrebbe essere un messaggio email ideale e come incrementare l’efficacia dell’Email Marketing?

I messaggi con un numero di parole compreso tra 50 e 125 ottengono i risultati migliori (il Response Rate è superiore al 50%); al contrario, 10 parole o meno producono un Response Rate di circa il 36%. Per quanto riguarda il titolo, invece, stando alle indicazioni di Return Path, 65 caratteri sembra l’ideale – il che equivale a circa 15 caratteri in più della media delle “subject line”; in particolare, titoli di 61-70 caratteri tendono ad essere letti con maggiore frequenza mentre, nella maggior parte dei casi, questo elemento del messaggio ha una lunghezza che varia dai 41 ai 50 caratteri. In pratica, l’importante è essere brevi ed andare subito al sodo – ma senza esagerare: ciò che si vuole dire deve essere comprensibile senza fatica.

Leggete anche i post: “Incrementare il Click-Through Rate nell’Email Marketing” e “5 consigli per rendere più efficaci le Email” per saperne di più.

Una nota: il Response Rate (percentuale di risposte) misura il numero di persone che hanno risposto attivamente ad uno specifico invito all’azione (Call-to-Action, CTA) presentato nel messaggio.

Fonte: Saleshub

5. Vale la pena di utilizzare gli emoji e le immagini GIF nelle email?

Secondo le ricerche, il 56% delle aziende che utilizzano gli emoji nel titolo delle loro email, ottengono un maggiore Open Rate (OR, percentuale di messaggi aperti); in particolare, in base ad alcuni studi, sembra che l’emoji rappresentante un pupazzo di neve sia quello che funziona meglio (+65,72% di OR), seguito dal sole (+20,95%) e da quello che raffigura una stella (+10,65%).

Inoltre, le campagne in cui sono inserite immagini GIF nel corpo delle email, farebbero registrare un incremento del 6% nell’Open Rate, del 42% nel Click-Through Rate (CTR, percentuale di email all’interno delle quali viene cliccato un link), del 103% per quanto riguarda il Conversion Rate ed un crescita del 109% nell’ambito del fatturato.

Fonte: Voilanorbert

6. L’Email Marketing è realmente efficace?

Nel 2017, il ritorno medio di questo tipo di campagne è stato di ben 44 dollari per ogni dollaro speso – come a dire che ne vale sicuramente la pena.

Fonte: Campaignmonitor

7. Le email personalizzate sono più efficaci di quelle generiche?

Il tempo delle campagne indifferenziate è finito da parecchio e la personalizzazione è indispensabile; tuttavia, i messaggi con contenuti personalizzati determinano un OR di “appena” il 5% migliore rispetto a quelli tradizionali – probabilmente la vera differenza la si dovrebbe vedere nel tipo di reazione che i destinatari manifestano e nella qualità del dialogo che ne deriva.

Fonte: Statista

8. L’automazione delle email è davvero importante?

I messaggi email automatizzati (ovvero inviati in modo automatico in funzione del verificarsi di determinate condizioni o situazioni, e perciò maggiormente contestualizzati oltre che personalizzati nel contenuto) ottengono un OR migliore del 70,5% ed un CTR fino al 152% più alto rispetto alla posta elettronica tradizionale. Come integrare Email Marketing e Marketing Automation? Lo spieghiamo in questo post.

Fonte: Epsilon

9. Un’email è sufficiente per stimolare una decisione di acquisto? Non è forse meglio, quest’anno, sfruttare di più i canali social come Facebook o Twitter?

Il 66% dei consumatori afferma che l’Email Marketing influenza le loro decisioni di spesa, rispetto al 20% di persone che fanno riferimento a Facebook ed a solo il 6% che si basano su quello che trovano su Twitter per orientare le proprie scelte d’acquisto. In pratica, il Social Media Marketing funziona, ma quello via email – specie se potenziato dall’automazione, funziona ancora meglio!

Fonte: Digitalcurrent

10. Quali sono i trend più importanti che impatteranno sulle campagne di Email Marketing nel corso di quest’anno?

Secondo le ricerche, il 30% dei marketer afferma che la personalizzazione del messaggio sarà l’obiettivo principale, mentre la segmentazione viene al secondo posto (21% degli intervistati).
Come si vede, anche se da tempo si parla di queste cose, non tutti sono ancora riusciti ad incorporarle nelle loro strategie – o comunque, anche se lo hanno fatto, ritengono che ci sia un certo spazio per il miglioramento.

Fonte: Emailmonday

11. Qual è il futuro delle email nel marketing?

Sempre secondo le ricerche di Emailmonday, il 38% degli intervistati ritiene che “le email saranno in buona sostanza quelle di sempre, anche se verranno introdotte alcune innovazioni”, mentre per il 39% “ci saranno grossi cambiamenti ma i fondamentali rimarranno invariati”.
Come dire che questo canale gode di ottima salute, funziona bene, è efficace ed economico e, grazie all’automazione che lo rende più personalizzato e contestuale, consente di ottenere ottimi risultati.

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