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Gli obiettivi didattici di TEDU1

Una volta, chi studiava musica, prima di mettere le mani su uno strumento qualsiasi passava almeno un anno a studiare teoria e solfeggio (abbandonando spesso il corso di studi perché annoiato da un insegnamento solo teorico che non offriva particolari emozioni). La cosa selezionava in modo “naturale” i meno volonterosi, ma cosa dire dei talenti naturali poco inclini ad un approccio troppo metodico e privo di fantasia?
Gli obiettivi didattici di TEDU1Le tecniche didattiche, ovviamente, si sono evolute, consentendo agli studenti di fare tesoro della loro leva motivazionale attraverso emozioni che la potenziassero, esperienze pratiche, verifiche sul campo e la sostituzione graduale del semplice “nozionismo” con la ricerca di soluzioni a problemi concreti.

La tecnologia estremamente sofisticata a cui oggi siamo abituati, induce a pensare che si possano sviluppare soltanto conoscenze altamente specifiche e settoriali, dando per scontato tutto il resto – o quantomeno accettandolo in modo acritico. In realtà, non è così

A cominciare dalla scuola, oggi è importante imparare a convivere con la tecnologia; questo significa non soltanto saperla utilizzare (ignorando tutto ciò che vi sta dietro) ma, al contrario, avere la possibilità di costruire un modello mentale articolato, coerente e completo del disegno generale di cui ogni elemento specifico, spesso altamente specializzato, è solo un “caso particolare”.

L’evoluzione della didattica in un mondo ipertecnologico

Un tempo, il ruolo chiave per la lettura della realtà (e della storia) erano le materie classiche e le basi scientifiche, ma oggi il mondo è complesso e queste conoscenze vanno integrate mediante un approccio ragionato, razionale e opportunamente guidato, alla tecnologia.

Questo non significa includere nella teoria la spiegazione dei dettagli tecnici di uno smartphone o dei protocolli di comunicazione che utilizza (men che meno negli indirizzi didattici di tipo umanistico) ma avere una chiave di lettura che consenta di conoscere almeno i principi fondamentali su cui si basa il funzionamento di molti oggetti che appartengono alla nostra vita quotidiana (inclusi quelli per esprimersi e comunicare).

Tipicamente, questa forma di didattica viene praticata dalla divulgazione scientifica, tuttavia la scuola non può esimersi dal suo compito fondamentale di offrire agli studenti gli strumenti per comprendere in modo critico i principali contesti di riferimento – non solo quelli storico-politici, ma anche quelli sociali e culturali, oggi fortemente impattati dalla cosiddetta rivoluzione digitale.

Come viene creata la tecnologia

Qualcuno potrebbe sostenere che un Kit tecnologico che comprende tutti gli elementi necessari e le opportune istruzioni per mettere a punto le sessioni di laboratorio, consente sì di accendere un sistema di illuminazione connessa, ma i segreti di tutto il meccanismo rimangono nascosti – e quindi restano culturalmente di proprietà degli specialisti che li hanno realizzati.

In realtà le cose non stanno così, perché la produzione industriale è caratterizzata da un grosso lavoro di gruppo e dalla sintesi dei risultati di diversi centri di sviluppo, ciascuno specializzato in un determinato ambito; a ben vedere, le singole persone che partecipano a questo sforzo collettivo, non sono tutti scienziati o tecnici con una altissima specializzazione, ma persone istruite ad eseguire un compito specifico.

Quindi chi utilizza un manufatto altamente complesso deve sapere che si tratta dell’insieme di un numero elevato di elementi relativamente semplici e che il disegno generale, se descritto in modo chiaro, è comprensibile da tutti.

Cosa si può insegnare facilmente con il Kit TEDU1

Il Kit TEDU1 permette di riconquistare il diritto a riappropriarsi della conoscenza del mondo che ci circonda, anche se decisamente complesso.

Come? Attraverso un metodo didattico moderno che permette subito di mettere le mani in pasta, guidando passo-passo insegnanti e studenti per ottenere un risultato non banale e capace di generare un entusiasmo che rinforzi la motivazione. Successivamente, si può ripetere l’esperimento scoprendo come (attraverso il software) si possano modificare i risultati.

Questo approccio dà luogo a tre elementi fondamentali da utilizzare nella didattica:

  1. la scoperta – inizialmente empirica – di un nesso causale preciso tra un’azione ed un risultato nell’ambito di un manufatto complesso che sembra “saper fare tutto da sé”
  2. l’individuazione di un elemento di base della tecnologia – il software, nella fattispecie – le cui “leggi” possono essere magari dedotte, ma più facilmente conosciute in modo diretto attingendo alla documentazione
  3. l’intuizione chiave che, una volta in possesso delle regole del software, lo si può utilizzare in modo creativo ed originale per realizzare nuove soluzioni

Perché il software

Gli “sketch” di programmazione di Arduino 101 sono semplici costrutti logici espressi in modalità “simbolica” (un linguaggio) che serve a formalizzare una strategia risolutiva (algoritmo) o semplicemente procedurale, capace di produrre un determinato risultato (inizialmente, ad esempio, l’accensione di un LED).

Di tutto il Kit, il software è l’elemento più facilmente accessibile e direttamente “insegnabile”, mentre i dettagli dell’hardware richiedono un approccio più complesso – non parliamo ovviamente dei semplici componenti circuitali: interruttori, sensori termici, luci, ecc., ma soprattutto del microprocessore e di tutti gli altri elementi che caratterizzano la scheda ed i protocolli di comunicazione con la rete.

Acquisire la mentalità del programmatore insegna ad operare in modo rigoroso, logico e (almeno inizialmente) sequenziale – dato che, appena si prosegue un po’ sulla strada del software, ci si trova presto a dover ragionare in termini di complessità e di molteplicità di fattori ed elementi in gioco.

Infine, le competenze legate alla programmazione sono spendibili abbastanza facilmente nell’ecosistema multinazionale produttivo.

Il compito dell’insegnante

Il Kit TEDU1 può essere declinato in molti modi e la fantasia (e la professionalità) degli insegnanti possono esprimersi liberamente per trarne utili elementi di didattica tecnico-scientifica, aprendo la strada ad approfondimenti e collegamenti multidisciplinari.

Si può così aprire una breccia verso la complessità (non solo apparente) partendo dall’elemento più “leggero”: il software e da lì generalizzare i concetti di programmazione e di soluzione di problemi mediante algoritmi.

Infine, per le scuole dove l’elettronica e/o la meccanica sono materie di insegnamento, gli ambiti di utilizzo del Kit DEDU1 consentono di esprimerne tutto il potenziale: dall’utilizzo pratico dei componenti come resistenze, diodi, potenziometri e motori, alla conoscenza delle particolarità della scheda e delle sue componenti aggiuntive per arrivare alla robotica ed alla cibernetica – con tanto di realizzazione di applicazioni innovative (veicoli semoventi autonomi, sistemi di controllo, automazione intelligente, dispositivi per la domotica, ecc.).

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