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5 consigli per rendere più efficaci le Email

Il canale Email, nel marketing, è ancora uno dei più utilizzati, inoltre è abbastanza efficace, conveniente e versatile.

5 consigli per rendere più efficaci le Email
photo credit: caribb The Great Leap Forward via photopin (license)

Metriche come l’Open Rate (OR) ed il Click-Through Rate (CTR) ci dicono quanto questo strumento è efficace in termini di percentuali di Email aperte e di Email presumibilmente lette in quanto è stato cliccato un link presente al loro interno.

L’Email Marketing viene ancora ampiamente utilizzato per mantenere aperto un canale di comunicazione con la propria audience; tuttavia, affinché sia efficace, occorre sia utilizzare l’automazione, sia osservare alcuni semplici regole

Le metriche appena citate ci danno un’idea di quanto il nostro messaggio sia stato ritenuto interessante dai destinatari (OR) e fino a che punto li ha coinvolti (CTR); per avere il massimo ritorno dai nostri sforzi in ambito Email, però, c’è bisogno che i contenuti proposti (ad iniziare dal titolo) risultino rilevanti ed incontrino una specifica esigenza – cosa in cui l’automazione, grazie alla profilazione e segmentazione dei contatti, è di grande aiuto – ma non sempre basta. In questo post daremo 5 ulteriori consigli per incrementare l’Open Rate.

# 1 Il mittente dell’Email

Il nome di chi invia l’Email è importante, ma ancor più importante è capire con quale interlocutore i destinatari desiderano porsi in relazione: l’azienda, una persona dell’azienda o una persona in particolare. Anche se, ragionandoci un po’ sopra, è possibile fare una scelta abbastanza razionale ed esatta, come per ogni altro dettaglio delle Email, è utile fare dei test a campione e cercare di comprendere, dai risultati ottenuti, quale tra una serie di alternative funziona meglio; ad esempio:

  • Nome dell’azienda
  • Nome dell’azienda specificando un determinato dipartimento
  • Nome di una persona e nome dell’azienda per cui lavora
  • Nome di una persona, ruolo e nome dell’azienda per cui lavora
  • Nome di una persona

Nota importante: il nome e l’indirizzo del mittente devono coincidere con quelli che vengono evidenziati se si risponde a quell’Email – si tratta di un particolare importante affinché il messaggio possa essere correttamente inviato.

# 2 Il titolo dell’Email

Un buon titolo, da solo, pesa già al 50% sul successo dell’Email in termini di Open Rate (indipendentemente da tutti i vantaggi che ci può dare un utilizzo anche sapiente dell’automazione). Ecco alcune regole da tenere presenti quando si mette a punto questo elemento cruciale:

  • Essere specifici – si tratta della presentazione, del momento in cui si ha solo un’opportunità di fare centro; in questa fase occorre spiegare di cosa si tratta ed essere precisi, chiari e andare direttamente al punto, spiegando lo scopo per cui abbiamo mandato l’Email
  • Indurre un minimo di senso di urgenza – dove la cosa è applicabile e con la dovuta attenzione (magari effettuando dei test), occorre indurre il destinatario a prendere in considerazione il nostro messaggio ora, e a non rimandare (il che significa che se ne dimenticherà)
  • Limitarsi a 50 caratteri in totale – inserendo le informazioni chiave all’inizio; nessuno legge fino alla fine un titolo troppo lungo (per spiegare le cose c’è il messaggio vero e proprio)
  • Invitare all’azione (una sola) – essendo assertivi; utilizzare i verbi è utile per suggerire cosa ci aspettiamo che faccia il nostro interlocutore

Se quello che dobbiamo includere nel titolo è importante, lo è altrettanto ciò che invece va evitato. Ecco alcuni banali trucchi per ridurre in modo significativo le probabilità che il nostro messaggio sia classificato come spam (sia dal mailer di invio che dal server che lo riceve):

  • NON UTILIZZAREI UNICAMENTE CARATTERI MAIUSCOLI
  • no.n ins.e.ri.re p.un.t.i
  • non in$erire caratteri speciali
  • evitare frasi che contengano le parole tipiche dello spam: Compra subito! Offerta imperdibile, ecc.
  • Evitare emoticon e immagini realizzate accostando tra loro particolari caratteri (ad es.: <3 🙂 !! :D:D)

Ecco cosa non deve mai essere scritto in un titolo:
$$ GRATIS!! E.sp.a.n.di il tuo $$$ giro d’affari del 100% 🙂 !!

#3 Utilizzare il “preheader”

Moltissimi “client” di posta mostrano una parte del messaggio accanto o sotto il titolo. La buona notizia è che questo elemento, detto preheader è personalizzabile. Se non lo facciamo noi, però, sarà il sistema a scegliere quale sezione del testo inserire nel preheader che (per inciso) non dovrebbe superare i soliti 50 caratteri.

#4 Scegliere l’ora di invio

È una cosa semplice, ma spesso ce ne dimentichiamo: più un’Email aspetta di essere letta, meno sono le probabilità che venga aperta (anche perché nell’inbox finisce sotto le altre Email arrivate nel frattempo). Modificare l’orario di invio in funzione del fatto che in quel momento l’utente è quasi certamente attivo, aumenta le possibilità che noti i nostri messaggi e li apra. Con le più comuni piattaforme di Marketing Automation, pianificare le Email è molto semplice: alcune includono persino la possibilità di determinare automaticamente il miglior orario e/o giorno della settimana di invio ai contatti monitorati – in pratica è il sistema che si rende conto se il destinatario è attivo o meno.

# 5 Utilizzare le etichette (tag)

Quando si prepara un’Email, è rarissimo che la si invii all’intero database di contatti: i sistemi di Marketing Automation, infatti, dispongono di una serie di strumenti efficienti ed efficaci per assegnare speciali attributi (tag, etichette) a ciascun contatto in funzione di determinati parametri ed eventi. Quello che si ottiene, in pratica, è un profilo transazionale e comportamentale abbastanza preciso per ciascun singolo potenziale destinatario; quello che rimane da fare, a questo punto, è selezionare i nominativi in funzione di tali attributi così da segmentare l’audience in categorie – ovviamente il messaggio sarà personalizzato su ciascuna di tali categorie e tanto più rilevante quanto più queste stesse categorie sono state definite in modo granulare.

Si tratta di meccanismi collegati alla Marketing Automation per antonomasia: il Lead Nurturing associato al Sales Funnel – detto in parole povere: campagne formative ed informative che preparano la vendita individuando i potenziali clienti ed accompagnandoli nel loro percorso d’acquisto (che è visto come una sorta di imbuto nel quale entrano molti nomi ed escono contatti da passare direttamente ad un venditore). Le etichette servono sia per identificare determinati accadimenti (e/o comportamenti) che per associare il relativo significato a ciascun contatto, così da definirne (anche dinamicamente) il profilo – attribuendogli un punteggio (scoring) in base al quale decidere (questa volta su base individuale) quale azione intraprendere e quindi in quale fase del percorso d’acquisto collocarlo.

In sintesi

Le email – opportunamente preparate – che vengono inviate grazie a questi strumenti, sono più aderenti ai bisogni e agli interessi degli utenti (e persino più consone ai loro orari); questo, oltre al fatto che l’audience è stata anche preventivamente selezionata, non solo incrementa gli Open Rate, ma contribuisce anche a costruire un miglior rapporto col nostro target di riferimento.

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